Petronio: vi racconto il miracolo San Nicolò

6 Novembre 2015

Serie D, il mediano da dieci anni in biancazzurro: «Ambiente super, la Lega Pro è un sogno»

TERAMO. Una vita per il San Nicolò. Lino Petronio e la squadra biancazzurra sono cresciuti insieme. E ora sognano la Lega Pro. Sono dieci anni di fila che il centrocampista aquilano gioca nella popolosa frazione di Teramo. Quando è arrivato, Petronio era un ragazzino di 21 anni. Adesso è il capitano di una squadra che ha vinto sei partite di fila ed è seconda a un solo punto dalla Sambenedettese. «La Lega Pro è un sogno», spiega Petronio, «ma stare lassù è troppo bello. Godiamoci questo momento e cerchiamo di rimanere in alto più tempo possibile. Fare confronti con il passato non è facile, ma questo San Nicolò è sicuramente uno dei più forti da quando ci sono io». Chi meglio di lui può spiegare il successo della società teramana? Da tre anni, la squadra di Epifani sta scrivendo la storia. Record di gol in Eccellenza, record di punti in D con storica finale play off lo scorso anno e adesso record di sei vittorie di fila e migliore difesa del girone. «Il segreto del San Nicolò è l'ambiente», risponde il capitano biancazzurro, «qui non hai pressioni e giochi tranquillo. Tutti quelli che hanno giocato a San Nicolò dicono che si sono trovati bene e che vorrebbero tornare. Prendete la mia storia: sono dieci anni che sono qui e il tempo è volato. Qui ho trovato una seconda famiglia». Domenica contro il Fano ha realizzato il primo gol in campionato. Petronio non segnava da quattro anni. «L'ultima volta che ho segnato, abbiamo vinto il campionato di Eccellenza. Chissà che non porti fortuna. Scherzi a parte, noi non pensiamo alla Lega Pro. Viviamo alla giornata e ci stiamo concentrando soltanto per la trasferta di domenica con la Folgore Veregra, una squadra molto fisica che ha giocatori esperti. Non sarà facile fare risultato a Montegranaro».

Il Giulianova ha rimandato a casa i tre giocatori francesi arrivati in prova. Uno di loro, il difensore Amara Diaby, si è rotto il crociato il primo giorno di allenamento. «Tutti e tre hanno dimostrato di avere buone qualità», spiega il direttore generale Simone Bernardini, «ma erano in ritardo di condizione. A noi servono giocatori già pronti e per questo aspettiamo il mercato di dicembre. Tramite il commercialista Vincenzo Serraiocco stiamo cercando di avviare un rapporto di collaborazione con il Pescara e speriamo che il presidente Sebastiani ci dia una mano girando a Giulianova alcuni giocatori di sua proprietà».

Intanto, per Giorgini arrivano brutte notizie dall'infermeria: il portiere Zaccagnini ha un problema muscolare e rischia di saltare il derby con l'Avezzano (in preallarme c'è Ursini). A Chieti, Donato Ronci si affida a Totò Di Nardo per risalire la classifica. Domenica, a Isernia, l'ex attaccante del Padova partirà titolare al posto di Suriano. «Siamo arrabbiati per la sconfitta con il Matelica e con l'Isernia dobbiamo tornare a fare punti», ordina il tecnico Ronci alla sua squadra che non ha mai vinto due partite di fila. «Dobbiamo avere più continuità di risultati se vogliamo rientrare tra le prime. Il campionato non è compromesso, ma dobbiamo accelerare il passo».

Il 25 novembre il Chieti affronterà in casa il Serpentara per il secondo turno di Coppa Italia (gara secca). L'Amiternina ha indetto la giornata giallorossa per la sfida di domenica con la Samb. Ingresso unico a 10 euro, non saranno validi gli abbonamenti. La società aquilana ha messo a disposizione dei tifosi rossoblù 250 biglietti. Se la richiesta di tagliandi sarà superiore, l'Amiternina concederà alla Samb la tribuna coperta.

Giammarco Giardini

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