Pettinari, ecco l’antidivo che ha stregato Garcia
L’attaccante biancazzurro non ama i riflettori e i social network. Ha conquistato la stima del tecnico della Roma: «A Facebook e Twitter preferisco mio figlio»
PESCARA. Appena 23 anni, una moglie, un figlio di tre anni e nessun profilo Facebook e Twitter. Stefano Pettinari ha il viso pulito, un bel sorriso, lo sguardo da furbetto e tanta voglia di spaccare il mondo. Il nuovo attaccante del Pescara è stato uno degli ultimi acquisti dei biancazzurri e ha fatto subito il debutto, sabato scorso, contro il Cittadella. «Potevo anche fare un paio di gol», racconta, «ma il portiere e un pizzico di sfortuna hanno fatto il resto». Sorride, Pettinari, ma sa bene che d’ora in poi sarà vietato sbagliare.
Pettinari, sa che il Pescara ha preso lei per far dimenticare ai tifosi Riccardo Maniero?
«So bene che sono stato preso per far dimenticare un giocatore che ha dato tanto a questa maglia e farò di tutto per dare il massimo, ma preferisco volare basso e senza fare promesse».
Lei non fa promesse, ma questo Pescara vale la serie A o quantomeno i play off?
«Questa è una squadra che in B ci sta stretta e vale almeno i play off»
È già diventato un punto fermo di Baroni, se l’aspettava?
«Sinceramente non mi aspettavo di giocare subito contro il Cittadella e sono rimasto molto contento per la scelta del mister. Peccato non aver fatto gol perché un paio di occasioni le ho avute».
Il feeling con Melchiorri come va?
«Con Melchiorri in campo mi sono divertito parecchio. C'è già feeling e il mister ci chiede molto di aiutarci l'uno con l'altro. Potremo fare bene insieme».
Romano, 23 anni e con una carriera importante alle spalle.
«Sono nato nella zona Nord di Roma. Ho fatto il settore giovanile prima alla Lodigiani e, poi, a 14 anni sono passato alla Roma».
Quali allenatori hanno contribuito alla sua esplosione?
«Quello che mi ha formato è sicuramente Andrea Stramaccioni ai tempi degli Allievi della Roma, con il quale tuttora ho un grande rapporto e ci sentiamo spesso. Ma ricordo con affetto anche Ranieri, che mi ha lanciato in serie A, ma anche Antonio Conte con il quale sono stato, anche se per pochi mesi al Siena, e poi Massimo Drago. A Crotone sono esploso grazie a lui».
Rudi Garcia in estate aveva molta stima di lei, ci racconti il suo rapporto con il tecnico francese.
«Garcia è fantastico. Ho fatto il ritiro estivo con la Roma e poi la tournee negli Stati Uniti. Lui è un creativo del calcio e secondo me è uno degli allenatori migliori in circolazione».
A Roma l’hanno paragonata spesso a Francesco Totti, vero?
«Si, dicevano così ai tempi della Primavera, ma Francesco è inimitabile. Lui è il mio punto di riferimento»
Sabato tornerà a Latina, squadra in cui ha giocato fino a pochi giorni fa, pronto per la vendetta?
«Ho molta rabbia per come sono andate le cose negli ultimi mesi e ho una gran voglia di tornare a segnare. Nei confronti del Latina non sono arrabbiato, per me è acqua passata»
L’unico gol in campionato, finora, lo ha realizzato con la maglia del Latina contro il Pescara...
«Mi dispiace aver segnato al Pescara, se potessi tornare indietro...Devo farmi perdonare».
Videogiochi, Facebook o Twitter, ci dicono che non ha un buon rapporto.
«Vero, non mi piacciono i social network. Preferisco pensare alla mia famiglia, a mia moglie, Ilaria, e mio figlio Mattia, che tra pochi giorni compirà due anni. Il prossimo gol è tutto per lui»
Se potesse tornare indietro, cosa non farebbe?
«Non abbandonerei gli studi. A 16 anni ho mollato la scuola per dedicarmi al calcio. Poi sono arrivati i primi contratti, le esperienze fuori casa, il matrimonio e un figlio. Ho pensato alla carriera».
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