Piatek, il pistolero che sembra Sheva

Il polacco valore aggiunto del Milan nella corsa Champions
MILANO. Quattro gol in campionato e due in coppa Italia, quelli che hanno permesso di eliminare il Napoli. Non male per Piatek, il colpo di mercato del Milan a gennaio. I dubbi che hanno accompagnato il polacco dal Genoa alla corte di Gattuso non erano pochi, anche perché c’era da sostituire Higuain che è voluto andare al Chelsea da Sarri. C’era chi pensava che nel cambio il Milan potesse perderci e di conseguenza avere ripercussioni negative nella corsa al quarto posto in classifica, l’ultimo che permette di giocare la Champions della prossima stagione, vitale per gli introiti economici della società. E, invece, il campo ha ribaltato ogni previsione. Dopo i 13 gol realizzati nel Genoa, segna anche in maglia rossonera Piatek. E porta una media impressionante, tanto che ha spinto Paolo Maldini a scomodare un paragone impegnativo: «Shevchenko è unico, ma Piatek ha mostrato cose incredibili, è molto concentrato su quel che fa. In conferenza stampa aveva espresso pochi concetti ma chiari. Ha fame, ricorda Sheva ma per arrivare ai suoi livelli ce ne vuole», ha detto il braccio destro di Leonardo che a gennaio ha convinto il fondo Elliott proprietario del Milan a spendere 35 milioni per l’attaccante polacco.
La carriera. Piatek (si pronuncia “Piontek”) è nato il 1 luglio 1995 a Dzierzoniow, in Polonia. È cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Lechia Dzierconiów e ha esordito nella terza serie polacca a 17 anni. Dopo alcune stagioni nello Zaglebie Lubin è passato nel 2016 al KS Cracovia, per una cifra di circa 700mila euro. Con questa maglia ha segnato 32 gol in 63 partite di campionato e nella stagione 2017-18 è risultato il terzo miglior marcatore della Ekstraklasa (la massima divisione polacca). È fidanzato da 5 anni con Paulina Procyk, una fashion blogger e influencer che è anche avvocato.
L’arrivo in Italia. Nell’estate scorsa il presidente del Genoa Preziosi lo ha portato in Italia per circa 4,5 milioni di euro. Piatek ha esordito in maglia rossoblù l’11 agosto 2018, in Coppa Italia, segnando 4 gol in 37 minuti contro il Lecce. Anche il suo esordio in serie A è stato bagnato da un gol, contro l’Empoli. I primi mesi in Italia sono stati esaltanti: ha segnato in tutte le prime 7 partite di campionato, arrivando alla pausa invernale con 13 reti in 19 partite (19 gol in 21 partite contando tutte le competizioni). Intanto ha anche esordito in nazionale l'11 settembre 2018 contro l’Irlanda. Un mese dopo ha segnato il suo primo gol contro il Portogallo in un match valido per la Nations League.
La svolta a gennaio. Al Milan ha preso la maglia numero 19 (evitando la 9 che negli ultimi anni sembra portare con sé una sorta di “maledizione” per chi la indossa) e Piatek è stato pagato circa 35 milioni, che hanno fruttato al Genoa una plusvalenza monstre.
Il pistolero. Dopo ogni gol, da quando è in Italia, Piatek esulta incrociando le braccia e mimando il gesto delle pistole con le mani, dopodiché fa il gesto di sparare. È stato lo stesso attaccante a spiegare il motivo della sua esultanza: «Appena sono arrivato in Italia tutti mi chiamavano bomber, che in polacco ha un significato diverso: vuol dire ‘uno che spara, un pistolero’. Così ho pensato di festeggiare sparando». L’esultanza è rimasta, e Piatek ha spiegato: «Ormai per me rappresenta un talismano».
Carlo D’Aprile

