Piccolo è tornato, il Lanciano sorride

L’attaccante, decisivo contro l’Avellino, si candida per un finale da protagonista dopo una partenza in sordina
LANCIANO. Spesso la fiducia del tecnico, dello staff e della squadra sono la migliore medicina per i giocatori che vivono momenti di difficoltà. Lo sa bene Antonio Piccolo, che, dopo un avvio di stagione un po’ in sordina per problemi fisici, grazie alla fiducia del mister e della squadra (ripagata a suon di buone prestazioni e gol), si sta rivelando la marcia in più della Virtus in questa seconda parte del campionato. Napoletano, 26 anni, Piccolo è alla sua terza stagione in rossonero. Per lui finora 78 partite disputate con il Lanciano delle 147 fatte in B in carriera. Quest’anno è a quota 24 gare e 6 gol. Ad un passo dall’eguagliare il record di gol fatti appena arrivato a Lanciano, ovvero nel gennaio 2013, nell’anno di Gautieri.
Le 19 presenze e 7 gol lo resero subito il beniamino del pubblico rossonero. Poi, l’anno scorso, una stagione tra altri e bassi. Una stagione avara di gol: solo due reti su 35 presenze. Pochi gol per un attaccante, che potevano minarne la sicurezza. Invece quest’anno con mister D’Aversa, suo compagno di squadra nel primo anno di B, è arrivata la rinascita, con prestazioni buone e 6 gol in cassaforte. L’ultimo dei quali, contro l’Avellino, è valso tre punti. Gol d’oro, come quello messo a segno all’andata contro il Livorno, segnato su rigore, che pure valse tre punti. Gli altri gol realizzati, nel ritorno, contro Vicenza, Cittadella e Spezia sono valsi dei pareggi mentre ininfluente il gol segnato contro il Vicenza all’andata nel 4 a 0 del Lanciano al Biondi.
Ma per Piccolo, il cui cartellino è interamente di proprietà della Virtus che lo ha riscattato dal Livorno, la ricerca del gol non è fondamentale. «Certo, per un attaccante fare gol è importante», aveva detto l’esterno in un’intervista post gara, «ma non va cercato con ossessione. La cosa che più di ogni altra mi riempie di soddisfazione è la consapevolezza di poter essere d'aiuto alla squadra. Nella Virtus, infatti, quel che conta più di tutto è il collettivo. Il gol è una soddisfazione personale che diventa doppia se può essere d’aiuto alla squadra». Che quest’anno con i gol ha un ottimo feeling grazie ad attaccanti come Piccolo, Monachello (8 reti), Thiam (7 gol), Gatto ( 5 gol), Cerri (4 gol). La Virtus sabato è arrivata a quota 44 reti eguagliando i gol messi a segno nell’intera stagione scorsa, quando i rossoneri di Baroni chiusero il campionato a 60 punti, 44 gol fatti e 45 subiti. Per eguagliare i gol fatti nel primo anno di B con Gautieri invece mancano all’appello altre 6 marcature visto che la Virtus ne mise a segno 50 gol, subendone però ben 60. Con altri 11 partite da disputare il record è alla portata. Gol che potevano esserne già di più visti i numerosi legni colpiti (l’ultimo il palo di Monachello con l’Avellino) e soprattutto le occasioni mancate spesso davvero di un soffio. Gol che devono trascinare la Virtus a raggiungere quota 50, la salvezza tanto desiderata.
Teresa Di Rocco
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