Piccolo, i gol valgono oro Ogni due gare una rete è sua

1 Dicembre 2015

L’attaccante partenopeo con le sue prodezze ha dato 8 punti ai 14 della squadra «Felice di segnare: è un modo per crescere, ma il merito è anche di tutti i ragazzi»

LANCIANO. «Piccolo è un giocatore fondamentale per questa Virtus. Non va ceduto». Parole profetiche quelle di mister Roberto D’Aversa sull’attaccante partenopeo. Parole dette questa estate mentre infuocava il calciomercato con Antonio Piccolo che pareva ad un passo dal Cesena. Poi, complice un’offerta del Cesena non ritenuta adeguata dalla società - circa 400mila euro che era il valore di Piccolo quando è stato acquistato dal Lanciano interamente due anni fa - e la richiesta di D’Aversa il giocatore è rimasto a Lanciano. E sabato ha festeggiato le 100 presenze in rossonero in campionato con una doppietta che vale oro.

In realtà tutti e sei i gol da lui segnati, che sono la metà di quelli fatti dalla Virtus finora, valgono oro. Per la precisione contano 8 dei 14 punti che ha in classifica la squadra rossonera. E, con 6 gol in 12 partite da lui giocate, ha praticamente una media pazzesca: un gol ogni due gare. Una media di 0,5 gol a partita. Proiettandola a fine campionato, contando che giochi sempre, Piccolo non solo andrebbe in doppia cifra, ma eguaglierebbe il record di Andrea Soncin che segnò, nel 2004/2005, 21 gol su 34 gare. Se dovesse “andar male” c’è sempre il record di Pavoletti da eguagliare, 17 reti in 36 gare nell’anno della promozione in B. Ma l’attaccante classe 1988 cresciuto nelle giovanili della Salernitana, prima di passare al Piacenza nel 2005, non ha fissato un numero preciso di gol. Certo, la sua idea è sempre di migliorare quanto fatto nell’anno precedente. E l’anno scorso di gol ne ha messi a segno 8. «Sono contento di segnare, i gol accrescono la convinzione in un attaccante», ha detto Piccolo, «ma sono anche merito della squadra». Un boom, quello di Piccolo che l’attaccante vuole dividere con la squadra anche se sono tutti farina del suo sacco. L’attaccante si sta caricando la Virtus sulle spalle e prova, a suon di gol, a farla uscire dalle sabbie mobili di una classifica ancora molto difficile. Sembra di rivedere il “vecchio” Piccolo, quello arrivato a Lanciano nel gennaio del primo anno di B dal Livorno. Allora segnò 7 gol in 19 gare. Poi un anno difficile, di purgatorio; quello di Baroni. La Virtus viaggiava ai vertici della classifica ma lui conosceva una stagione avara di gol: solo due reti su 35 presenze. Pochi gol per un attaccante che potevano minarne la sicurezza. Invece l’anno scorso, con mister D’Aversa, suo compagno di squadra nel primo anno di B, è iniziata la rinascita, con prestazioni buone e 8 gol su 34 presenze in cassaforte. Ora l’esplosione in un anno particolare per lui e per la società. Che non ancora gli rinnova il contratto, in scadenza a giugno. Entro gennaio la Virtus ha quindi due opzioni: o gli rinnova il contratto, o lo cede per evitare di vederlo partire a giugno a parametro zero. Le società che lo vogliono ci sono e aumenterebbero vertiginosamente a giugno. Ma cederlo a gennaio sarebbe una follia.

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA