Piccolo: io e la Virtus, è amore reciproco

L’attaccante: «Resto perché la società crede in me. E anche il pubblico di Lanciano mi vuole bene e mi sostiene»
LANCIANO. Un occhio al campionato e uno al mercato. Attenzione al Modena che, come evidenziato dall’esterno Antonio Piccolo, «sarà una squadra diversa da quella affrontata (e sconfitta)all’andata»; e attenzione al mercato che ha portato in dote alla Virtus l’esterno Elio De Silvestro, già a lavoro con il gruppo e potrebbe regalare un altro giocatore, l’attaccante Doudou Mangni del Latina, ma di proprietà dell'Atalanta.
Il club dei Maio dovrebbe battere la concorrenza di Vicenza e Modena, forte dei buoni rapporti con la società bergamasca dalla quale provengono Gatto, Conti e Agazzi. Nuovi arrivi che dovrebbero alleggerire l’attesa per il ritorno in campo di Cerri, Paghera e Turchi ancora fuori per infortunio. Mercato che in uscita vede la partenza di Branescu per l’Ungheria e quella di De Vita verso il Monza. Due operazioni però non ancora chiuse ufficialmente. In uscita queste saranno le uniche mosse dei Maio? Da Bari rimbalza di nuovo la voce di un interessamento per Federico Amenta, ma il difensore non si muoverà da Lanciano, come più volte ribadito dalla società che ha definito quello del Bari “un timido interessamento”. Come non si muoverà Carletto Mammarella chiesto dal Catania (poi ha preso Mazzotta) e disposto a riconoscergli un ingaggio superiore a quello che percepisce alla Virtus. Mercato che non sembra toccare Antonio Piccolo, il cui cartellino è stato riscattato l’anno scorso internamente dalla Virtus. «A me non risultano richieste ma anche se dovessero esserci», ha precisato l’esterno destro che ieri ha svolto lavoro differenziato per un fastidio muscolare, «io non voglio andare via. A Lanciano sto bene, la Virtus ha creduto in me. Sto benissimo».
Una dichiarazione d’amore che Piccolo fa verso una città ma anche verso un pubblico che lui sente dalla sua parte.
«Il pubblico del Biondi mi ha sempre sostenuto, in campo come nella vita privata», ha precisato Piccolo, «non do importanza a 4 stolti che hanno due ore di libertà e vengono a fischiare una squadra che è solo da elogiare. Io, e anche il resto dello spogliatoio, non diamo importanza a queste persone, ma a quelle che ci sostengono sempre». Sostegno che non mancherà a Modena dove il Lanciano non ha mai vinto in B. «Sarà come affrontare una nuova squadra», ha fatto notare l’esterno campano, «non dal punto di vista degli interpreti, ma della mentalità. Non è il Modena che abbiamo affrontato all’andata, è una squadra cresciuta, che ha un atteggiamento diverso e sta costruendo il suo percorso nelle partite in casa. Starà a noi trovare la soluzione giusta per batterla». E mettere così altri tre punti in cassaforte. «All’inizio del campionato gli addetti ai lavori ci danno sempre per spacciati, ci mettono sempre in zona retrocessione», ha chiuso Piccolo. «lasciamo a loro questa convinzione fino ai 50 punti, dopo ci toglieremo qualche sassolino dalle scarpe». E molti sassolini se li sta togliendo Gaetano Monachello «ragazzo serio ma che sa scherzare. Un ragazzo positivo sempre, anche nelle situazioni più difficili», ha detto di lui Piccolo. Monachello partito in sordina è diventato ormai quasi inamovibile al centro dell’attacco affiancato da Piccolo e Gatto. Complice l’infortunio di Paghera e le tre giornate di squalifica di Bacinovic a centrocampo spazio per Agazzi, che ha ben figurato con il Bologna e anche nei pochi minuti giocati contro il Catania.
Teresa Di Rocco
©RIPRODUZIONE RISERVATA

