Piccolo: no al Pescara per rispetto dei tifosi

6 Gennaio 2016

La punta va allo Spezia: «Tutto finito, non per colpa nostra»

LANCIANO. Antonio Piccolo sveste la maglia della Virtus Lanciano ma in questa città lascia il cuore: con un groppo in gola confida di aver detto no al Pescara per una questione di rispetto verso i suoi tifosi, e dà a tutti l’arrivederci perché ormai è un lancianese d’adozione.

L’ex numero 10 rossonero, ormai a tutti gli effetti un calciatore dello Spezia, ha affidato i suoi saluti a un messaggio vocale che ieri è circolato di cellulare in cellulare tra i supporters frentani. «Sono dispiaciuto, mi piange il cuore», ha detto senza l’attaccante di origine napoletana che lascia Lanciano dopo tre stagioni e mezza con la casacca rossonera. «È una situazione difficile: hanno smantellato un giocattolo che funzionava in maniera perfetta», ha detto Piccolo, «tanti di noi stanno andando via, tanti di noi che qui hanno famiglia: se stanno andando via quindi vuol dire che veramente qui c’è una situazione drammatica».

Piccolo è stato uno dei trascinatori della Virtus in questi anni: è stato fondamentale per la salvezza nel primo anno di serie B, quando è arrivato con il mercato di riparazione a gennaio, ed è stato il marcatore più prolifico dell’undici frentano, come pure l’anno scorso. Lo stesso aveva riconfermato in questa stagione, visto che con i suoi 8 gol ha tenuto a galla la squadra che teoricamente è ancora in corsa per la salvezza. Ha dato tanto a un club che gli è entrato nel cuore, e proprio le ragioni del cuore sono state fondamentali nella sua decisione: «Le voci di mercato erano vere», ha continuato il calciatore nel suo messaggio, «ma non potevo scegliere Pescara perché sarebbe stato come fare un torto a chi ha creduto in me in questi anni, a chi mi ha sostenuto a ha gridato il mio nome. Sarebbe stata la soluzione migliore per me privatamente, perché aspetto un bambino», ha sottolineato Piccolo, «ma sarebbe stato un tradimento, e per questo ho scelto lo Spezia. Ho messo tutto quello che avevo a disposizione per questa squadra e questa maglia», ha concluso l’attaccante, «ma non per colpa nostra è finito tutto: quando tornerò a Lanciano verrò a salutarvi, perché sono diventato uno di Lanciano».

Piccolo ha firmato un triennale con lo Spezia da circa 200mila euro a stagione. E il Lanciano ha incassato qualche decina di migliaia di euro più la rinuncia del giocatore alle spettanze arretrate.

Con Piccolo parte un pezzo consistente della Virtus di questi anni. In campionato ha difeso 109 volte i colori rossoneri. La sua è una cessione dolorosa per la tifoseria, che si unisce a quella di altri giocatori che, numeri alla mano, hanno fatto la storia del calcio in città: Domenico Di Cecco, che ieri ha svolto il suo primo allenamento a Catania, conta invece 191 presenze in gare ufficiali; Fabrizio Paghera, che ieri ha lasciato il Biondi in lacrime, è sceso in campo con la divisa dei frentani in 116 occasioni. Tre calciatori che insieme hanno giocato per Lanciano 419 partite, segnando complessivamente 42 reti. Numeri che sono destinati ad aumentare se arriveranno gli addii di altri veterani: Carlo Mammarella ha ormai superato le 250 presenze in gare ufficiali con la Virtus; Gaetano Vastola è oltre quota 150; Antonio Aquilanti, il lancianese che con la squadra della sua città ha giocato ai livelli più alti, è a 165.

Andrea Rapino

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