Piccolo va allo Spezia e Di Cecco a Catania: fuga dal Lanciano

La famiglia Maio dà il via alla smobilitazione annunciata Oggi ripresa degli allenamenti, anche D’Aversa lascia?
LANCIANO. Mai tanta curiosità, tra i tifosi e gli addetti ai lavori, di vedere tornare sul campo oggi, ad allenarsi i giocatori rossoneri. Dopo il rompete le righe per le ferie di Capodanno, alle 15 i giocatori si ritroveranno allo stadio. Già, ma chi farà ritorno in città? E chi ci sarà ad allenare? Dopo il discorso di fine anno dei Maio nello spogliatoio rossonero: “Chi vuole può restare al minimo dello stipendio”, “Tutti cedibili, al miglior offerente”, “Il mercato di gennaio si farà solo guardando al bilancio”, molti giocatori andranno via. I primi tre sono Antonio Piccolo e Domenico Di Cecco, due della vecchia guardia, e Raffaele Pucino. Antonio Piccolo ha salutato la Virtus dopo 109 partite e 25 gol e mai un’espulsione con la maglia rossonera. L’attaccante è stato ceduto allo Spezia, rinunciando anche a tre mensilità arretrate, e ha firmato un triennale da circa 200.000 euro a stagione di media. Da ricordare che l’estate scorsa la Virtus non lo aveva ceduto al Cesena perché l’offerta di 400.000 euro era stata ritenuta bassa.
Poi, a stretto giro, è toccato a Mimmo Di Cecco. Per lui ben 184 partite in rossonero, 11gol. Uomo prezioso a centrocampo, mai insufficienti le sue prestazioni: Di Cecco si accasa al Catania (Lega Pro) fino al 2017. Un addio doloroso. Ma sono i primi due addii di un lungo esodo. Le mensilità arretrate di ottobre, novembre e dicembre hanno infatti un loro peso nello spingere i calciatori a lasciare il club e sono un peso a livello di punti perché si temono altre penalizzazioni in classifica. Raffaele Pucino sarà il terzo a non presentarsi al raduno di oggi. Per lui c’è l’Avellino. Che pure ha sondato il terreno per capitan Mammarella chiesto anche da Ascoli e Bari. Il capitano a Bari ritroverebbe Camplone, che lo ha allenato a Lanciano nel 2010/2011. Mammarella e Camplone poi condividono lo stesso procuratore, Donato Di Campli, e la stessa città natale, Pescara. Per questo il mister sta premendo con la società pugliese perché punti su Mammarella. Che è ambito anche da altre società, in primis l’Ascoli che pare abbia messo gli occhi anche su Bacinovic. Non dovrebbe esserci allo stadio Marilungo, che nel post gara contro il Livorno si era lasciato andare ad un “sono stato bene qua; con il mercato tutto può accadere”, facendo presagire già il suo addio. E’ in partenza Marilungo, ma ancora diviso tra Perugia e Livorno che trattano con l’Atalanta proprietaria del suo cartellino. Di sicuro saranno in molti a partire visto che l’obiettivo dei Maio è tagliare il monte ingaggi per finire la stagione. Se poi dovessero arrivare soci, dal portafoglio pieno, il discorso potrebbe cambiare. Ma è un’ipotesi remota. Sul fronte Colasante la trattativa è ferma. «Vedrò al mio ritorno in Italia il da farsi. Tra qualche giorno riprenderò le fila di questo discorso», ha detto l’imprenditore frentano raggiunto telefonicamente oltre oceano dove trascorrendo qualche giorno di vacanza. In realtà la trattativa pare arenatasi ma non a causa della Virtus, quanto per altre questioni esterne alla società calcistica che sarebbe rientrata solo in seconda battuta nella manovra d’acquisto di altre società dei Maio. Ad ogni modo ora bisogna andare avanti e capire anche chi ci sarà a guidare la squadra. Mister D’Aversa finora ha retto il fronte per amicizia con i Maio, per il fatto che ha un triennale non molto oneroso, ma anche lui si guarda attorno per capire con chi potrà lavorare. Ha perso Piccolo, che aveva chiesto a gran voce di non cedere, in un mercato estivo ancora da capire. Perderà molti altri uomini. Chi dovrebbe allenare? Perchè restare a Lanciano in condizioni così incerte? Ed in fondo è la stessa domanda che si pongono un po’ tutti i giocatori.
Teresa Di Rocco
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