Pierich è l’arma in più del Roseto Sharks: «Basta distrazioni»

L’ala biancoblù serra i ranghi dopo la vittoria contro Jesi: «I ko esterni ci hanno fatto bene, ora testa al Montegranaro»
ROSETO. Per cercare il migliore giocatore dell’ultimo match vinto dagli Sharks domenica scorsa contro Jesi, stavolta non basta leggere i tabellini: certo i 20 punti di Sherrod sono stati preziosi, i 9 assist di Bushati un vero lusso, ed anche i 7 rimbalzi di Person che è altro meno di un metro e novanta non sono niente male. Ma se dobbiamo raccontare chi è stato il miglior giocatore, quello è Simone Pierich. Eccolo il suo tabellino: 17 punti in 25 minuti, tirando con quasi il 50% dal campo, 4 rimbalzi, 2 assist ed 1 palla recuperata. Vi sembrano i numeri di una normale partita? Allora avreste dovuto vederlo in azione nei primi 25 minuti di gara, quando per dirla come coach D’Arcangeli «Ci ha aiutato tantissimo aprendo il campo tirando con precisione e costringendo gli avversari a rincorrerlo inutilmente», cosa naturale per un giocatore dalla tecnica di tiro veloce e pulita in uscita dai blocchi.
E siccome i numeri non sempre dicono tutta la verità, bisogna anche raccontare l’impatto che Pierich ha avuto sul match, soprattutto in una mossa difensiva che è parsa donare agli Sharks grande concretezza, quando lui si staccava dal suo attaccante, rimanendo a presidiare l’area, dirigendo i movimenti dei compagni: «È una scelta che il coach ci aveva fatto provare durante la settimana, ed ha pagato perché siamo riusciti a metterla in campo esattamente come l’avevamo pensata, senza titubanze», racconta Pierich, che conferma anche che i guai alla schiena sono risolti: «Erano 20 anni che non mi succedeva, ma può capitare quando porti i tuoi due metri a spasso», prova a sorridere, anche per glissare elegantemente su quella carta di identità che chiama 37 primavere portate benissimo, segno della sua grande professionalità, che si palesa anche quando dedica la vittoria a Fossataro: «Mi considero un uomo fortunato, ad aver avuto la possibilità di conoscerlo quest’estate», dice con tristezza. Tornando al match vinto, l’ala biancoblù racconta con soddisfazione come la squadra ha esorcizzato il morbo del terzo quarto, che nelle ultime gare ha visto gli Sharks farsi recuperare vantaggi importanti, buttando almeno un paio di vittorie alle ortiche: «Stavolta quando siamo rientrati nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che non dovevamo ripetere lo stesso errore: abbiamo chiuso il terzo quarto avanti di 20, portando a casa una vittoria di 29 punti». Anche col Cagliari, altra diretta concorrente per la salvezza, gli Sharks vantano un bel +18, ma Pierich guarda più lontano: «Sono due ottime notizie, ma le useremo a tempo debito». Meglio continuare a progredire come squadra: «Non bisogna scordare che squadra siamo: ovvio che ci siano dei cali di concentrazione e per questo considero salutari quelle sberle che ci siamo presi in trasferta, ci aiuteranno ad imparare in fretta. Niente calcoli insomma, pensiamo solo a dare il massimo già contro Montegranaro domenica». Questa mattina alle ore 10 infine, ci sarà il funerale di Vittorio Fossataro nella chiesa di Santa Maria Assunta: per l’occasione i biancazzurri torneranno da Roma, ma ci sarà anche l’intero mondo della pallacanestro abruzzese, a stringersi per l’ultima volta intorno ad un uomo che nel basket ha avuto una carriera lunga ben 51 anni.
Marco Rapone
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