Pigliacelli: parate, uscite e lanci precisi Ecco il prototipo del portiere zemaniano

29 Agosto 2017

PESCARA. Vincere 5-1 ed essere il migliore in campo? Quando difendi i pali di una squadra allenata da Zdenek Zeman può capitare. Contro il Foggia, Mirko Pigliacelli si è reso protagonista di numerosi...

PESCARA. Vincere 5-1 ed essere il migliore in campo? Quando difendi i pali di una squadra allenata da Zdenek Zeman può capitare. Contro il Foggia, Mirko Pigliacelli si è reso protagonista di numerosi interventi che hanno salvato il risultato. In particolare nella prima frazione di gioco, quando il punteggio era ancora in bilico e i rossoneri di Giovanni Stroppa hanno creato non pochi grattacapi ai biancazzurri. Il portiere di Rignano Flaminio ha risposto in maniera impeccabile alla chiamata del tecnico boemo che qualche settimana fa ha bloccato il suo trasferimento all’Avellino. «È vero», ha ammesso Pigliacelli nei giorni scorsi, «poi mi sono confrontato con la società e ho chiesto di rimanere a tutti i costi. Zeman si è imposto per me e questo mi rende molto orgoglioso».
Così, la sua permanenza è stata festeggiata con un nuovo accordo: il prolungamento del contratto fino al 2022. È lui l’estremo difensore scelto dall’allenatore per difendere la porta del Delfino. L’avvio è stato straordinario con il portiere scuola Roma che ha mostrato tutti i principali pregi del suo repertorio: personalità spiccata, grande reattività tra i pali, abilità nell’uno contro uno. Pigliacelli ha confermato di essere il prototipo del portiere moderno. E, soprattutto, l’estremo difensore ideale per il tipo di calcio proposto da Zeman. Contro il Foggia il 24enne cresciuto prima nelle giovanili della Lazio (due stagioni) e della Roma (7 anni) ha confermato le sue capacità nelle uscite e nei rilanci mostrando una tecnica paragonabile a quella di un centrocampista. Precisi rinvii di 40-50 metri con il suo destro vellutato sono delle vere e proprie aperture per i compagni. Un’arma preziosa e utilissima ai fini dello sviluppo del gioco. A Pescara non ha ancora dato un saggio della sua spregiudicatezza e forse mai uscirà fuori dai pali con la costanza (e un pizzico di sana follia) che aveva Franco Mancini. Quest’ultimo è stato davvero il simbolo della filosofia zemaniana. Ora le squadre del boemo non applicano più il fuorigioco in maniera esasperata come il Foggia dove c’era Mancini. Eppure, guai a sottovalutare Pigliacelli, che pochi mesi fa a Trapani durante la gara con il Frosinone uscì dalla propria area di rigore facendosi settante metri di campo con la palla al piede. Dunque, dopo quattro stagioni trascorse in prestito (Reggina, Frosinone, Pro Vercelli e Trapani) Mirko ha la ghiotta occasione per conquistare i tifosi pescaresi. Zeman lo ha preferito a Vincenzo Fiorillo che non mollerà e certamente proverà a riprendersi la maglia da titolare. «Il dualismo con Fiorillo non esiste», ha giurato Mirko qualche giorno fa, «tra di noi i rapporti sono ottimi e sarà Zeman a decidere chi andrà tra i pali». E la scelta del boemo è caduta su di lui.(g.t.)
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