Pillon non si tira indietro: «Ho sbagliato, colpa mia»

28 Ottobre 2018

L’allenatore: «Non ho visto il solito Pescara e sui cambi ho fatto degli errori»

PESCARA. La festa per la 100ª vittoria della carriera in serie B è rinviata. Bepi Pillon stavolta è rimasto a mani vuote e dopo 9 gare è arrivata la prima battuta d’arresto per il suo Pescara. Una veneta contro un veneto, il Cittadella ha piegato il Delfino dell’uomo di Preganziol che si era fermato a 99 nella casella dei successi in cadetteria. «La colpa è anche mia», fa subito autocritica l’allenatore dei biancazzurri che al fischio finale è sceso giù, dritto verso gli spogliatoi, senza salutare nessuno. «Ero furioso, anche perché ho sbagliato qualche mossa».
Pochi giri di parole per l’allenatore biancazzurro che da solo sale sul banco degli imputati. «Non ho visto il solito Pescara. È stata una giornata negativa. Poco brillanti nella manovra, troppi appoggi sbagliati, tante palle perse e tanto nervosismo. Siamo stati poco lucidi in campo e non riesco a capire perché non abbiamo avuto pazienza. Abbiamo perso la testa in campo per qualche decisione del direttore di gara e perché non riuscivamo a imporre il nostro gioco, ma noi non dobbiamo cadere in queste cose. È stata una giornata negativa da accantonare subito».
Un pomeriggio da incubo, dunque, con il Pescara che è uscito sconfitto in casa dopo 5 mesi e mezzo dall’ultima volta, quando fu l’Ascoli (12 maggio) a violare l’Adriatico (0-1, gol di Bianchi). «Da domani si resetta tutto e si guarda avanti. Pensiamo subito alla trasferta di Cosenza per dimenticare questa battuta d’arresto». Pillon guarda avanti, ma avverte: «Dobbiamo evitare certi errori commessi con il Cittadella». E fa fatica a trovare pace. «Le colpe sono dell’allenatore e il responsabile sono io. Nei cambi qualcosa non è andata secondo i piani», dice riferendosi anche all’ingresso di Palazzi e il conseguente cambio di modulo dal 4-3-3 al 4-3-1-2, con Mancuso e Monachello in avanti che sono andati ulteriormente in tilt. «Forse avrei dovuto dare più ampiezza al campo facendo entrare prima Antonucci. Tuttavia, la squadra deve stare tranquilla. Il responsabile sono io e gli erri sono miei». L’allenatore biancazzurro “protegge” il Delfino, che ieri è andato in affanno per gran parte della gara. «Eravamo in difficoltà in mezzo al campo e non siamo riusciti a uscirne. Ci sono partite in cui non si può vincere, ma non bisogna neanche perderle. Per fortuna, abbiamo una grande tifoseria che ci ha aiutati e incoraggiati a fine partita», commenta riferendosi agli applausi della Nord a fine gara.
«Ora testa bassa e pedalare. Certe partite così, con un gol preso in contropiede, devono servirci di lezione. Dobbiamo specchiarci meno in noi stessi». Pescara lezioso e, a tratti, svogliato. «Abbiamo sofferto l’avversario che ha giocato meglio di noi e ha vinto meritatamente».
Pillon alza bandiera bianca ed elogia il Cittadella. «Fa piacere ricevere gli elogi perché vincere a Pescara non è assolutamente facile». Roberto Venturato sorride per il colpo, confermando che i suoi si esaltano quando respirano l’aria dell’Adriatico, visto che l’ultimo ko in casa dei biancazzurri risale all'8 ottobre 2011 nella stagione della promozione in serie A targata Zeman (1-0, Sansovini). «I miei giocatori hanno fatto una partita super», continua a ripetere l’allenatore dei veneti. «Il Pescara lotterà fino alla fine per i primi posti e per noi è motivo d’orgoglio aver vinto qui. Il segreto? Abbiamo lavorato molto bene in settimana sulla costruzione del gioco offensivo, ma anche sulla lettura difensiva».
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