Pillon rialza il Pescara: «Meritavamo di vincere»

8 Aprile 2018

Il tecnico: «Non solo il rigore sbagliato, tante chance per il colpo del ko»

PALERMO. Buona la prima per Bepi Pillon. Sarebbe stata ottima, se solo Brugman non avesse tradito il Pescara nella parte finale della sfida. Ma tant’è. Il punto conquistato in casa della seconda in classifica è tanta roba per il Delfino, visto il momento dal quale proveniva. Al di là del punto, che senza dubbio fa classifica e morale, è la prestazione ad aver convinto e dalla partita del Barbera il tecnico potrà trarre delle indicazioni importanti in ottica futura. «La nostra prestazione è stata ottima, sapevamo di affrontare una grande squadra però questa differenza non si è vista, anzi siamo noi che recriminiamo perché abbiamo avuto le migliori occasioni e meritavamo di vincere. Non solo il rigore, ma anche tante altre chance che avremmo dovuto capitalizzare meglio. Dobbiamo essere più cattivi sotto porta e in generale negli ultimi venti metri, quando ci sono le occasioni dobbiamo buttarla in rete».
Un perfezionista Pillon, che trova sempre qualcosa da migliorare. Ed ovviamente nulla è stato fatto ma la prima risposta è stata positiva per l’allenatore trevigiano. «Sono arrivato da appena una settimana», spiega il tecnico del Pescara che ha sostituito Epifani, «e quindi sono contento di quello che ho visto. Non siamo in una bella situazione di classifica ma dobbiamo venirne fuori, toglierci dalla parte bassa per non rischiare nulla». Resta anche la soddisfazione di aver regalato poche occasioni ad un Palermo dall’altissimo potenziale offensivo. Soprattutto nel secondo tempo il Pescara ha chiuso ogni spazio e ha concesso il primo vero tiro in porta ai rosanero nell’ultimo minuto di gioco regolamentare.
«Anche sulle palle inattive, dove loro sono molto bravi», ricorda Pillon con un pizzico d’orgoglio, «non abbiamo rischiato nulla. Abbiamo giocato contro una signora squadra e non concedere nulla è sicuramente un bel punto di partenza, significa che questa squadra ha la giusta compattezza. Dobbiamo ripartire da qui, da questa prestazione, e non rammaricarci troppo per il fatto che i punti potevano essere tre e non uno». La mossa tattica di Pillon, che però la vera svolta sembra averla data dal punto di vista mentale, è stata la ripresa del 4-3-3 di zemaniana memoria. «La squadra ha una certa predisposizione a giocare bene e bisogna sfruttare questo aspetto. Dobbiamo migliorare in alcuni frangenti», spiega, «come ad esempio nella gestione della palla che deve essere più rapida e semplice, ma ci sono i presupposti per fare bene. Se giochiamo così, con questa voglia, questo spirito e questa personalità, significa che siamo sulla buona strada». L’1-1 non è stato accolto certamente bene dal Palermo, che avrebbe voluto far bottino pieno per blindare la seconda piazza e sfruttare il passo falso del Frosinone a Parma. Bruno Tedino fa mea culpa e si prende il grosso delle responsabilità. «Mi dispiace non aver regalato ai nostri tifosi tre punti importanti. Non sono stato abbastanza bravo, i giocatori non sono in discussione perché hanno fatto una prova di massimo impegno senza però riuscire a vincere. In questa categoria non c’è una partita scontata, se non hai dentro il fuoco e la bava alla bocca perdi anche contro l’ultima in classifica. Ogni squadra ha delle motivazioni valide». Tedino ammette che anche la condizione non ha accompagnato il Palermo, ma promette il massimo ai tifosi che lo hanno fischiato. «C’erano dei giocatori stanchi come Gnahorè e Murawski, anche Coronado ha chiesto il cambio perché aveva i crampi. Mancano ancora otto partite, ci sono delle squadre che lotteranno con noi fino all’ultimo. Vogliamo promettere il massimo impegno e il massimo sudore per portare questa squadra in Serie A».
Daniele Salerno