Pillon torna al primo posto però frena: «Mancano 20 punti per la salvezza»

PESCARA. Alla vigilia Bepi Pillon aveva chiesto tranquillità e spensieratezza. E ieri, dopo un avvio un po’ timoroso, i biancazzurri sono cresciuti alla distanza e anche con un pizzico di fortuna...
PESCARA. Alla vigilia Bepi Pillon aveva chiesto tranquillità e spensieratezza. E ieri, dopo un avvio un po’ timoroso, i biancazzurri sono cresciuti alla distanza e anche con un pizzico di fortuna (che non guasta mai) sono riusciti a portare a casa tre punti preziosi e meritati. «Giocare contro le squadre di Castori non è mai facile», dice Pillon, «siamo stati bravi ad attaccare restando compatti e non concedendo il fianco alle loro ripartenze. Nel primo tempo eravamo troppo bloccati, ma nella ripresa abbiamo preso in mano la gara. È vero che siamo passati in vantaggio grazie a un’autorete, però il gol era nell’aria perché stavamo premendo con decisione».
In attesa degli altri match di giornata, il Delfino si piazza di nuovo in testa. «Qui vi volevo», controbatte l’allenatore biancazzurro, «all’inizio si era parlato di fare un buon campionato, di giocare un buon calcio, valorizzare i giovani e conquistare prima possibile la salvezza. Abbiamo 26 punti, ne mancano 20 per centrare l’obiettivo, perciò siamo in linea con i programmi. Se in futuro verrà qualcosa in più sarà tutto di guadagnato. Talvolta mettere troppe pressioni è sbagliato, perché non ti consente di rendere come potresti. I ragazzi devono essere sereni, se giochiamo con questa cattiveria agonistica possiamo toglierci delle belle soddisfazioni. Al contrario, se pensiamo di dover fare risultato a tutti i costi rischiamo di andare incontro a brutte figure. Ripeto, nel primo tempo eravamo troppo tesi. E non va bene».
Peccato per l’infortunio di Filippo Melegoni. Il 19enne centrocampista di proprietà dell’Atalanta è uscito a causa di una forte contusione al ginocchio, ma dalle prime valutazioni sembra che non sia nulla di grave. «Per lo staff medico non è un infortunio grave. Mi auguro di riaverlo subito, Melegoni si è spaventato molto. Domani (oggi, ndr) avremo la diagnosi precisa».
Si parlava di tranquillità e tra i meno sereni c’era di certo Gaetano Monachello che si è divorato un gol fatto e poco dopo è stato sostituito da Pillon. Stavolta i due si sono ignorati. «Quando ho visto il pallone che non è entrato in rete mi è venuto un colpo», afferma il tecnico sorridendo, «non so se sia scivolato, per fortuna poco dopo la provvidenza divina ci è venuta in soccorso e abbiamo sbloccato la gara. Monachello deve stare tranquillo e non pensare all’occasione mancata. In campo ha lottato tanto, i gol arriveranno. L’ho ignorato? No, la verità è che non ho salutato nessuno, ero troppo teso e concentrato sulla partita». Poi un elogio a Scognamiglio. «Ha giocato bene, l’abbiamo aspettato per tanto tempo e sarà utilissimo. Da lui mi aspetto che guidi i compagni mettendo al servizio della squadra la sua esperienza». In chiusura un pensiero per Gigi Radice. «È tra gli allenatori che hanno fatto la storia del calcio italiano. Quando era giovane allenava il Treviso, io ero un bambino appassionato del pallone e andavo allo stadio. Avrò per sempre un ottimo ricordo di lui».
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