Pineto, asse col Pescara spunta l’ipotesi Epifani

14 Maggio 2019

La collaborazione tra le due società potrebbe portare in panchina l’ex Delfino Colavitto: «Avezzano, impresa storica». Francavilla-Candeloro, quale futuro?

PESCARA. Spunta l’ipotesi Massimo Epifani per la panchina del Pineto. Il 44enne tecnico pescarese, reduce dall’esperienza in serie C col Fano, potrebbe prendere il posto di Daniele Amaolo nella prossima stagione. Quella di Epifani potrebbe diventare più di un’idea se la società del presidente Silvio Brocco rafforzerà il rapporto di collaborazione con il Pescara. Sul tavolo, infatti, c’è un progetto che vedrebbe il Pineto diventare società satellite del Delfino per puntare al salto in serie C. A quel punto il nome di Epifani, ex allenatore della Primavera del Pescara e della prima squadra in serie B per poche partite nella stagione 2017-2018, verrebbe preso seriamente in considerazione dal Pineto per iniziare un nuovo ciclo più ambizioso. Il tecnico pescarese potrebbe ripartire dunque dalla D, categoria nella quale ha ben figurato alla guida del San Nicolò. Prima di avviare qualsiasi discorso, però, resta da capire come si svilupperà il progetto sull’asse Pescara-Pineto. A Francavilla si attendono le mosse del presidente Gilberto Candeloro. Dopo una stagione conclusa con l’amarezza di aver fallito l’obiettivo play off negli ultimi 90’, il presidente giallorosso deve decidere se e come continuare. A giorni Candeloro incontrerà gli altri dirigenti per comunicare le sue intenzioni. Anche a Notaresco il presidente Salvatore Di Giovanni sta valutando come ripartire. Il massimo dirigente incontrerà in settimana il sindaco di Notaresco, Diego Di Bonaventura, e gli altri vertici societari.
Ad Avezzano, invece, è ancora presto per parlare di futuro. I biancoverdi si godono una salvezza che sa di mezzo miracolo. E porta la firma di Gianluca Colavitto. Tutti davano l’Avezzano per spacciata. Tutti, tranne il 47enne allenatore campano. Quando a febbraio è stato chiamato dal presidente D’Alessandro, l’ex tecnico della Vastese ha trovato una squadra sull’orlo del baratro. La retrocessione diretta era dietro l’angolo, ma Colavitto ha compiuto l’impresa. Lo dicono i numeri: 21 punti in 12 gare, compreso il play out vinto con il Santarcangelo. Una media di 1.75 punti a partita per raggiungere una salvezza insperata. «Abbiamo fatto un’impresa storica», dice l’allenatore dell’Avezzano, «ma io ci ho sempre creduto, anche quando ci davano per spacciati. Il presidente mi ha trasmesso una grande voglia di salvare la squadra. Abbiamo lottato fino alla fine. Questa salvezza è paragonabile alla vittoria del campionato con la Vastese. È la stessa gioia». Colavitto ha ereditato una squadra smantellata a dicembre e imbottita di fuoriquota. Ma sono stati proprio i più giovani, su tutti Besana, De Roccis e Di Renzo, l’arma in più per la volata salvezza. «La gara della svolta è stata la vittoria con la Vastese», spiega Colavitto. «Abbiamo vinto all’Aragona facendo di necessità virtù. Avevamo diverse assenze, ho dovuto cambiare modulo e mettere dentro sei fuoriquota. È proprio in quella partita che anche i ragazzini hanno dimostrato di avere il carattere per mantenere la categoria. Sono contento anche per la salvezza della Vastese». Nei play out con il Santarcangelo, Colavitto ha seguito la partita dai distinti perché era squalificato, ma si è fatto comunque sentire in occasione del rigore di Padovani. «Sul dischetto era andato Bruni», racconta il tecnico biancoverde, «ma il primo rigorista è Padovani. Così mi sono sgolato dagli spalti per dire che il rigore doveva batterlo Ettore. Ci sono delle regole che vanno rispettate». Per Colavitto è l’ora della rivincita. «Dopo le tre stagioni a Vasto, dove ho fatto cose importanti, mi aspettavo una chiamata a inizio stagione. Un conto è allenare una squadra da luglio, un altro è subentrare in corsa. Sono contento della scelta Avezzano e sono soddisfatto di quello che sono riuscito a fare. Il futuro? Adesso voglio staccare la spina perché è stata dura», conclude Colavitto. «La priorità è l’Avezzano: parlerò col presidente e vedremo cosa fare».
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