Pioli dribbla Ibrahimovic: Milan, voglio continuità

L’allenatore (uno degli ex al Dall’Ara) sospeso tra campionato e mercato: «Babbo Natale passa il 25, ma dello svedese ormai si parla sin da ottobre»
MILANO. Tradizione vuole che nella giornata di Sant'Ambrogio i milanesi addobbino l'albero di Natale come preludio alle feste. La stella da mettere in cima potrebbe avere le sembianze di Zlatan Ibrahimovic («Babbo Natale passa il 25 e voi ne parlate da ottobre»), ma Stefano Pioli preferirebbe intanto scartare altri regali: un gol impacchettato di Piatek, a secco da sei giornate («non esiste però un caso»); una vittoria infiocchettata contro il Bologna «per dare continuità» ai tre punti di Parma e «migliorare la classifica»; e, infine, l'augurio di «poter abbracciare» stasera al Dall'Ara Sinisa Mihajlovic, un «esempio» da ammirare per come sta combattendo la malattia bastarda. «Il Milan è a buon punto», la considerazione del tecnico, «ma ora è il momento di insistere». Tradotto, non bisogna accontentarsi. I numeri lo confortano: il Milan crea di più, subisce meno eppure continua a fare fatica a concretizzare tanto da avere un terzino (Hernandez) come capocannoniere. Pioli, con i toni pacifici che lo contraddistinguono, non punta il dito contro il tandem d'attacco, fermo ad appena 4 gol di cui 2 su rigore («il calcio è un gioco di squadra, il caso di un singolo non c'è, il Milan sta provando ad uscire da questa situazione delicata»), ma suggerisce - senza citare nuovamente Ibrahimovic - la necessità di intervenire in qualche modo in quella zona del campo per continuare a cullare l'obiettivo di un posto in Europa: «Piatek è più un uomo d'area, Leao non è un centravanti ma una punta di movimento. Non abbiamo Messi o Ronaldo, ma tanti buonissimi giocatori, dobbiamo puntare sulla coralità per farli diventare ottimi». Pioli è alla ricerca di «punti pesanti» e mette in guardia dal Bologna: «Hanno giocatori di qualità e principi chiari e corretti, Palacio fa sempre la cosa giusta. Noi non dobbiamo sbagliare le cose semplici». Pioli è impressionato da come l'intera galassia Bologna ha gestito l'imponderabile situazione clinica di Mihajlovic: «Io so che il Bologna è più forte con Sinisa in panchina, ma spero tanto di poterlo abbracciare, lui è un esempio per tutti. Io da questa estate tifo per loro e riprenderò a farlo da lunedì. Mihajlovic ha affrontato la situazione con determinazione, la società si è comportata in maniera perfetta e la città si è stretta attorno a lui in un momento delicato. Non avevo dubbi, ho lavorato da loro e ho ottimi ricordi». Vincere - confermata in blocco la formazione del Tardini - ne aggiungerebbe un altro alla lista.
Roberto Di Candio

