Pioli idolo dei tifosi: «Una squadra di fenomeni»

Il tecnico rossonero al primo titolo. Ibrahimovic: «Dedicato a Raiola. Resto? Io vorrei continuare»
REGGIO EMILIA. «Dall'inizio dell'anno, dentro Milanello abbiamo parlato sempre di scudetto, anche se a voi non lo dicevamo». È il giorno che ogni allenatore sogna di poter vivere e Stefano Pioli si gode il successo del suo Milan, lasciandosi andare a confidenze e aperti ringraziamenti. A Reggio Emilia i rossoneri battendo il Sassuolo hanno messo la ciliegina sulla torta, vincendo il titolo che mancava da undici anni. «Non mi sono mai sentito così bene», ha aggiunto Pioli, «io mi conosco e so quanto è importante sentirmi apprezzato come mi sono sentito nell'ambiente Milan. E questo mi ha permesso di fare quello che ho fatto e ai miei giocatori di darmi il cuore e la testa. Siamo una squadra di fenomeni, non abbiamo mai mollato: ci abbiamo creduto sempre e siamo stati più continui dell'Inter». Pioli, durante la conferenza stampa, ha anche ripercorso le tappe decisive della stagione, elencando i momenti clou per continuare a credere nell'obiettivo scudetto. «Tra le immagini più belle della stagione», ha proseguito, «la vittoria nel derby, perché vinto in quel modo ci ha dato convinzione, forza e ci ha fatto capire che potevamo giocarci lo scudetto fino all'ultima giornata. Poi quella a Roma con la Lazio e i discorsi di Ibrahimovic e di Kjaer alla squadra che sono stati diversi, in diversi momenti». Pioli infine ha ringraziato tutto lo staff, la dirigenza, i giocatori e la società. «I miei giocatori sono dei fenomeni e hanno fatto la cosa più bella che potevano fare», ha concluso».
«E' la mia soddisfazione più grande. Quando sono tornato, in conferenza stampa ho detto che avrei riportato il Milan al top. In tanti ridevano e invece ora siamo qui che abbiamo vinto lo scudetto», dice Zlatan Ibrahimovic che ha vinto in rossonero anche lo scudetto nel 2011. «Abbiamo fatto tanti sacrifici, ma niente è impossibile. Ho sofferto tanto quest'anno, parlerò nei prossimi giorni, ma mi voglio godere questo trofeo. Voglio dedicare questo trofeo a Mino Raiola (scomparso il 30 aprile, ndr). Sono stato vicino al Napoli, poi lui mi ha detto che ero l'unico che potevo salvare il Milan», conclude il 40enne attaccante svedese. «Il mio futuro? Se starò bene non è stata la mia ultima partita. Valuterò se operarmi e spero di continuare a giocare».

