Pioli sfida Sarri, ma sa che è al capolinea

Stasera c’è Milan-Juventus. L’ad Gazidis comunica l’arrivo di Rangnick e propone a Maldini di fare l’ambasciatore del club
MILANO. Proprio quando inizia a sentire suo il Milan, Stefano Pioli vede avvicinarsi il capolinea. L'allenatore, però, dichiara solo obiettivi a brevissimo termine, provare a fare, stasera, uno sgambetto alla capolista Juventus e portare la squadra in Europa League. Senza curarsi di chi pensa che l'exploit finale possa allungare la sua storia rossonera. Ipotesi praticamente impossibile se, come riferito da Sky, l'ad Ivan Gazidis ha già comunicato al dt Paolo Maldini l'arrivo di Ralf Rangnick come plenipotenziario, allenatore e direttore tecnico, proponendo all'ex capitano (che non commenta) un ruolo di ambasciatore del club. «Io voglio solo avere la soddisfazione a fine campionato di aver dato il massimo, di aver un fatto ottimo lavoro. Per quello abbiamo fatto in questi otto mesi meritiamo di finire bene il campionato. Poi quelle che saranno le decisioni le vedremo più avanti». Si attende anche quella di Zlatan Ibrahimovic, sempre più pronto a chiudere la carriera in Svezia, giocando con la squadra di cui è comproprietario, l'Hammarby. Quindi per il 38enne la sfida con Cristiano Ronaldo e compagni potrebbe essere l'ultimo match di un certo prestigio. Anche se non ha 90' nelle gambe, sarà titolare per essere protagonista. Fra quelli che ha allenato, «è il più forte dal punto di vista mentale e della presenza in campo». Al di là del ritorno in Europa ancora da conquistare, il suo Milan ha trovato un'identità chiara, riuscendo nelle ultime settimane a sfatare contro Roma e Lazio il tabù delle prime in classifica, mai battute nei mesi scorsi. E ora può dire di sentire suo questo Milan. «La Juve è la squadra più forte e per ottenere un risultato eccezionale serve uno sforzo straordinario, ci vorrà un grande Milan».
Qui Juve. Tre partite in stagione, una vittoria tirata e due pareggi: ecco i motivi per i quali Maurizio Sarri trova diverse insidie nella trasferta di Milano. «Sarà una gara difficile, ci hanno sempre creato difficoltà e sono in grande condizione fisica e mentale», la presentazione dell'avversario secondo il tecnico della Juventus - e affrontarli adesso è molto complicato». Ci sono da difendere i sette punti di vantaggio sulla Lazio, il picco massimo raggiunto. «Ma il distacco non deve rilassarci, anche perché risultati inaspettati possono venir fuori in qualsiasi momento», continua Sarri che non avrà gli squalificati Matthijs De Ligt e Paulo Dybala. «Le soluzioni più scontate per sostituirli sono Rugani e Higuain», svela l'allenatore, «anche perché sento parlare di rosa lunga ma nelle ultime uscite avevamo 21 convocati di cui tre portieri e tre giocatori dell'under 23, quindi ho a disposizione solo 15 giocatori da campo». A proposito del Pipita, Sarri racconta qualche retroscena: «Con lui litigo spesso, anche perché ha bisogno di un contraltare aggressivo per riuscire a tirare fuori il meglio: è un ragazzo sensibile che va trattato con il bastone e la carota, è uno da sbattere contro il muro quando si esalta perché rischia di accontentarsi mentre va coccolato nei periodi di depressione».
LE FORMAZIONI
MILAN (4-2-3-1): 99 G.Donnarumma; 12 Conti, 24 Kjaer, 13 A.Romagnoli, 19 T.Hernandez; 79 Kessie, 4 Bennacer; 56 Saelemaekers, 5 Bonaventura, 39 Paquetà; 21 Ibrahimovic. All: Pioli.
JUVENTUS (4-3-3): 1 Szczesny; 16 Cuadrado, 24 Rugani, 19 Bonucci, 13 Danilo; 30 Bentancur, 5 Pjanic, 14 Matuidi; 33 Bernardeschi, 21 Higuain, 7 Ronaldo. All: Sarri.
Angelo Caradonna

