Pirlo: la Juve alla riscossa Buffon via: finito un ciclo

12 Maggio 2021

Bianconeri a Reggio Emilia condannati a vincere per sperare nella Champions Il 43enne portiere annuncia l’addio. Gravina ora fa da paciere tra club e Uefa

TORINO. La corsa alla Champions si sta trasformando in una montagna da scalare per la Juventus, diventata ancora più ripida dopo il tracollo interno di domenica sera contro il Milan per 0-3. Andrea Pirlo, però, non si arrende: «Non voglio vedere rassegnazione, nel calcio ne ho viste di tutti i colori», spiega il tecnico prima degli ultimi 270 minuti di campionato, «e ho vissuto la sconfitta in una finale che vincevo 3-0 al primo tempo (a Istanbul Milan-Liverpool nel 2005, ndr): ho tanta carica dentro e siamo arrabbiati, anzi siamo proprio incazzati». E poi: «Serve una prova di orgoglio perché non possiamo permetterci altre prestazioni come l'altra sera: non parlo di grinta, è un discorso ridicolo e che risale a 50 anni, ma di bava alla bocca, di sangue negli occhi e di fuoco che brucia dentro lo stomaco. È questo l'atteggiamento che voglio e che chiedo, alcune volte lo abbiamo avuto e altre no».
Servono i tre punti nella trasferta contro il Sassuolo, ma c'è Cristiano Ronaldo da valutare ancora a poche ore dal fischio d'inizio, fissato stasera alle 20,45 al Mapei Stadium. A meno di colpi di scena si va verso il tandem Ronaldo-Dybala, poi due conferme arrivano direttamente da Pirlo: «Danilo ha recuperato da un problemino al flessore e Arthur sta bene, potrebbero partire dall'inizio». In porta, invece, è favorito Buffon, che giusto ieri ha annunciato l'addio definitivo alla Juve e punta a chiudere in bellezza tra qualificazione in Champions e finale di coppa Italia. «È finito un ciclo e mi faccio da parte. O smetto o vado a giocare altrove», ha detto il 43enne portiere bianconero.
Assemblea di Lega. La Serie A sta provando a mettersi alle spalle lo choc Superlega e a guardare al futuro, seppur resti il nodo Juventus che la Figc vuole cercare di risolvere al più presto, visto che passi indietro bianconeri non sono ancora arrivati. Il vertice informale tra i club svoltosi a Milano è servito per fare il punto, cercando di mettere sul tavolo anche le idee per far superare al mondo del pallone italiano un momento durissimo a livello economico. Prove tecniche di pace, seppur gli strascichi delle 48 ore caldissime della Superlega rischiano di trascinarsi ancora a lungo, con Gabriele Gravina, pronto a dare il suo appoggio ma senza scorciatoie: «Spero che si recuperi tutta la serenità necessaria. Il calcio, nazionale e internazionale, non può fare a meno della Juventus», le parole di Gravina, «ma le regole vanno rispettate. Entro un mese le società dovranno iscriversi al campionato e per farlo bisogna rispettare le regole». Il presidente federale ha anche accennato al rinnovo del contratto del ct Roberto Mancini: «Manca ancora qualche piccolo dettaglio», ha detto, «ci vedremo prestissimo e comunque prima della partenza per il nostro ritiro della Nazionale». Si va, quindi, verso una conferma di Mancini in azzurro.
Angelo Caradonna