Calcio

Pistilli e il Chieti, trattative in corso: “Studiamo le carte”

21 Maggio 2026

I neroverdi dopo la retrocessione in Eccellenza. L’imprenditore laziale interessato al club pone le condizioni per l’operazione: «Prima vediamo i conti e poi decideremo». (Nella foto, Giuseppe Pistilli)

CHIETI. «Il nostro interessamento è condizionato: prima di qualsiasi decisione definitiva sarà necessario verificare i conti della società e completare la dovuta due diligence». La famiglia Pistilli sta trattando l’acquisizione del Chieti. Giuseppe Pistilli, imprenditore di Cori (Latina) che opera nel campo della pasticceria e dei forni, e suo figlio Nicolas hanno da tempo allacciato i contatti con il presidente Gianni Di Labio e il vice Dario Scurci per subentrare alla guida della società neroverde. La trattativa va avanti.

La famiglia Pistilli, assistita dall’avvocato Massimiliano Foddai del foro di Terni, sta visionando i documenti relativi all’esposizione debitoria del club. Ricostruire la contabilità non è facile perché mancano gli ultimi bilanci. Un altro dettaglio da non trascurare è che l’85% del Chieti è ancora nelle mani della fiduciaria svizzera Wip Finance, dichiarata fallita a ottobre 2025 e non ancora estromessa ufficialmente, visura camerale alla mano, dalla società neroverde. La strada, dunque, è tortuosa. La famiglia Pistilli continua ad avere un profilo basso e procede con i piedi di piombo. «Abbiamo manifestato un interesse preliminare per un eventuale acquisto del Chieti Calcio. Un interessamento condizionato a quanto abbiamo già spiegato, ovvero alla verifica dei conti. Riconosciamo l’importanza e il prestigio del Chieti e il sostegno appassionato dei suoi tifosi. Proprio per questo, la famiglia Pistilli non intraprenderà alcuna azione che possa danneggiare la tifoseria o il club. Ci riserviamo di fornire aggiornamenti sugli sviluppi futuri».

Poche parole, ma chiare che confermano l’esistenza della trattativa e anche le difficoltà e l’incertezza sull’esito delle contrattazioni. Chi sta facendo da collante per avvicinare nuovi imprenditori è Omar Trovarello, da dicembre consulente esterno della società neroverde. «La trattativa c’è», conferma Trovarello, «Pistilli è uno di quelli interessati al Chieti e sta facendo le sue valutazioni. Per chiudere le trattative ci vuole il tempo necessario. Una società non si prende dall’oggi al domani. Si sta ricostruendo la contabilità del club perché i professionisti che prima lavoravano per la società non l’hanno fatto. La situazione debitoria non è esagerata. I debiti possono essere gestiti e spalmati». Per Trovarello bisogna fare di tutto per salvare la società e dare continuità al Chieti Fc 1922.

«Sento e leggo di progetti alternativi (il riferimento è all’eventuale ripartenza dalla Promozione con il Città di Chieti, ndr), ma ritengo che tutta la città, dalla politica agli imprenditori, debba unirsi e convogliare tutte le forze per salvare questa società. Molti dei calciatori sarebbero disposti a restare. Ripartire dalla Promozione sarebbe deprimente. Sempre meglio fare l’Eccellenza anche se noi siamo fiduciosi sul ricorso al Collegio di garanzia del Coni. Se dovessimo vincerlo, chiederemo la riammissione in serie D».

Sul ricorso avverso la sentenza della Corte federale d’appello sul -11 sta lavorando l’avvocato Nicoletta Maria Carè che, lette le motivazioni, lo depositerà nel “minor tempo possibile”.

Ieri, intanto, sui social è rispuntato Pino Russo, il trader teatino trapiantato in Argentina, che è tornato alla carica dicendo di essere ancora interessato a rilevare il Chieti e di aver riallacciato i contatti con Di Labio. Un annuncio accompagnato dallo scetticismo della piazza visto come è andata a finire l'ultima volta: il passaggio di consegne a Russo venne ufficializzato dalla società prima di Natale, ma non è mai avvenuto.

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