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20 maggio

20 Maggio 2026

Oggi, ma nel 1996, a Cannatello, contrada balneare di Agrigento, in via Papillon, l’ispettore di polizia Luciano Traina della squadra mobile palermitana guidata dal commissario Luigi Savina agli ordini del questore del capoluogo siciliano Arnaldo La Barbera ammanettava Giovanni Brusca, feroce boss mafioso del mandamento di San Giuseppe Jato, classe 1957. Era in compagnia di uno dei fratelli, Enzo Salvatore, a guardare in televisione il film “Giovanni Falcone”, del 1993, del regista Giuseppe Ferrara su Canale 5. Falcone, infatti era stato assassinato con moglie Francesca Morvillo, anche lei in magistratura, e scorta, nell’attentato dinamitardo di Capaci, del 23 maggio 1992, proprio da Brusca. La notizia della cattura di "U verru", 30 anni addietro, travalicava i confini del Belpaese.

Luciano Traina era il fratello di Claudio, anche lui poliziotto palermitano, ucciso il 19 luglio 1992 nella strage del civico 19 di via Mariano D’Amelio a Palermo contro il magistrato Paolo Borsellino alla quale aveva preso parte proprio Brusca. Quello stesso 20 maggio 1996 (nella foto, particolare, Brusca proprio nella fase dell’arresto), dopo lo scatto "punitivo" nella Questura palermitana, immortalato accanto all’iconica immagine dei martiri della lotta contro Cosa nostra Falcone e Borsellino, veniva portato nel penitenziario romano di Rebibbia.

Detto “Lo scannacristiani”, con all’attivo complessivamente 150 omicidi, tra quelli messi a segno personalmente e quelli ordinati ai suoi scagnozzi, oltre a una non precisata sfilza di ferimenti e angherie a tal punto da non riuscire neppure a serbare memoria dei nomi e cognomi di tutti i malcapitati, il 23 maggio di quel 1996, in occasione del quarto anniversario della già citata strage di Capaci, deciderà di aiutare la macchina giudiziaria. Lo farà inizialmente mediante il pubblico ministero Alfonso Sabella. Ma lo status effettivo di collaboratore di giustizia gli arriverà nel 2000. Sempre a Rebibbia, verrà scarcerato, tra non poche polemiche, il 31 maggio 2021, dopo 25 anni di reclusione.