Plizzari il migliore, Dagasso piacevole sorpresa

L’estremo difensore svetta nelle pagelle di fine anno. Pellacani preziosa risorsa, Brosco da rivedere
PESCARA . Una partenza sprint, l’illusione del primo posto accarezzato e poi il mese di novembre che ha vanificato tutto lasciando il Pescara lontano dalla prime due posizioni occupate da Cesena e Torres. Segnali di ripresa a Chiavari e Pontedera prima della nuova delusione per il brutto pareggio contro la Fermana. Ecco le pagelle del girone di andata. Plizzari è il migliore. Zeman? Qualche scelta sbagliata di troppo, ma resta sempre un valore aggiunto.
8.5 Plizzari. Contro l’Arezzo al 90° sul 3-2 e a Chiavari nel finale sull’1-1 le due parate più difficili. Il migliore del Pescara,. Ministro della difesa biancazzurra.
6 Pierno. Inizio campionato importante. Poi è calato e Zeman gli ha preferito Floriani.
6.5 Floriani. Una delle sorprese più belle. Nel Pescara che ha saputo riscattare il mese di novembre orribile c’è la sua firma.
6 Moruzzi. Per un mese è stato il padrone della corsia di sinistra.
6.5 Milani. Partito fortissimo poi una pausa molto lunga dove Zeman gli ha preferito Moruzzi. Nel finale di girone è tornato.
5 Brosco. Girone di andata al di sotto delle sue possibilità. Tanti errori individuali sono risultati decisivi (contro il Pineto il più evidente). Ci ricordavamo un altro Brosco.
SV Di Pasquale. A Catania non è dispiaciuto. Ma è troppo poco per giudicare.
6.5 Mesik. Anche da 7.5 all’inizio. Concreto, elegante e sempre al posto giusto. Nell’ultimo mese però ha accusato un calo. Fisiologico?
7.5 Pellacani. È un dato di fatto che c’è un Pescara con Pellacani (da Chiavari) e un Pescara senza Pellacani. Imprescindibile per come interpreta il ruolo.
5.5 Squizzato. Potenzialità e qualità importanti, ma è troppo discontinuo. E le tante palle perse hanno spesso innescato pericolose ripartenze.
7 Aloi. Da quando è stato utilizzato nel suo ruolo di mezzala ha fatto il salto di qualità. Insostituibile.
7 Dagasso. Giù il cappello per il prodotto del settore giovanile biancazzurro. E se il vero play della squadra fosse lui?
Sv Mora. Inutile girarci intorno, per Zeman è fuori contesto. Andrà via presto ma siamo sicuri che non poteva essere utile?
6 Tunjov. Per le prestazioni sarebbe da 5. Poi guardi la classifica cannonieri e ha realizzato sei reti. Talento anche da A, ma a Zeman servono centrocampisti funzionali.
6.5 Franchini. Penalizzato dagli infortuni, i secondi tempi di Chiavari e Pontedera da incorniciare. Caratteristiche giuste, sarà uno degli “acquisti” di gennaio.
5 Manu. Zeman gli ha dato le sue possibilità. Non sfruttate. A Pineto avrà meno pressioni.
6.5 De Marco. Sestri Levante la giornata da incorniciare (doppietta). Nel bel Pescara di Chiavari e Pontedera lui c’era.
6.5 Accornero. Spesso è l’uomo ovunque del reparto offensivo. 6.5 Cangiano. Tanti gol decisivi segnati. Peccato per qualche occasione di troppo sciupata.
6.5 Cuppone. A volte fa mettere le mani nei capelli ai tifosi per gli errori. Poi però vedi i numeri e ti accorgi che è il capocannoniere con 6 reti, che corre al 90° come fosse l’inizio e che ci mette sempre anima e cuore. Il miglior Pescara si è visto con lui in campo.
5 Vergani. Se anche quest’anno non è riuscito ad affermarsi ci sarà un perché.
6 Tommasini. Penalizzato dagli infortuni. Il suo lo ha sempre fatto quando chiamato in causa.
6 Merola. Non è il giocatore determinante dello scorso anno ma prima o poi arriveranno i gol. Per ora il Pescara si accontenta dei suoi assist.
5.5 Masala. Tanta buona volontà, soldatino ordinato ma non ha mai inciso.
6.5 Zeman. Errori di valutazione li ha fatti anche lui (Manu titolare, Aloi play). Di solito Zeman trovava una quadra e l’11 era quello. Non lo ha ancora fatto. Ma poi vedi il Pescara di Chiavari o di Pontedera e torna in mente Zemanlandia. Resta un valore aggiunto.
(e.g.)
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