Pochettino: pressioni Juve sull’arbitro
Accusa velenosa del tecnico del Tottenham dopo l’eliminazione in Champions
TORINO. Mauricio Pochettino ha accusato il presidente della Juve Andrea Agnelli di aver esercitato pressioni sul direttore di gara, il polacco Marciniak, nell'intervallo di Wembley. Non ha evidentemente ancora smaltito la delusione l'allenatore argentino del Tottenham, eliminato dalla Champions League in maniera rocambolesca. E nascondendosi dietro un finto complimento, ha inferto al club italiano una stoccata velenosa. «La Juventus ci ha dato una grande lezione su come comportarsi», ha maliziosamente rivelato Pochettino. «Prima della gara c'era Agnelli e dopo la gara con Agnelli c'era anche Marotta, e altre persone. Ho visto come nell'intervallo hanno messo pressione all'arbitro. Alla fine c'erano due rigori nel primo tempo, due falli di mano. Forse c'era il fallo di Vertonghen, ma alla fine le cose si bilanciano. Sono piccoli dettagli che alla fine contano molto».
Al di là delle parole di Pochettino, l’impresa della Juve ha messo in mostra, se mai qualcuno avesse avuto dubbi, la fame di vittorie dei bianconeri: vincere ancora, in Italia e in Europa, a dispetto degli avversari che sognano cali di forma o di tensione per sfilare di mano lo scettro. Il passaggio del turno in Champions League tiene vive le speranze di Triplete. «Vogliamo vincere tutti», ruggisce Higuain, protagonista della vittoria con il Tottenham, miglior giocatore del mese di febbraio secondo i tifosi bianconeri. Prima, però, c'è una vetta da riconquistare e il Napoli da scavalcare, traguardo che passa dalla sfida di domani (ore 15) con l'Udinese: «Siamo sempre dietro al Napoli», il pensiero di Chiellini, «e visto che giochiamo prima di loro, speriamo di passare in testa anche solo per un paio d'ore, poi si vedrà». I due protagonisti del successo in Champions alimentano le ambizioni della Juventus, ridimensionate ad inizio stagione dopo il ko in Supercoppa con la Lazio e per alcuni passi falsi, fino al chiarimento interno allo spogliatoio. «Dopo il primo periodo di questo campionato in cui probabilmente eravamo un po’ appagati e non avevamo la stessa fame di sempre», prosegue il difensore, «ci siamo ritrovati, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che in quel modo non andava, che dovevamo cambiare». Detto fatto, giorno dopo giorno la Juve ha cambiato passo e sembianze, fino a sbocciare nel 2018: undici vittorie e una sola sconfitta per la squadra di Allegri. Il tutto nonostante l'emergenza infortuni. Ieri Allegri ha potuto contare per lunghi tratti in allenamento su Mario Mandzukic, assente in Champions ma pronto al rientro contro l'Udinese.

