Pogacar padrone del Giro: «Non mi fermo qui»

Ciclismo, oggi la 16ª tappa dopo il giorno di riposo. Il campione sloveno ha blindato la maglia rosa
MILANO. Vincere ancora qualche tappa, conservare la Maglia Rosa e iniziare a preparare il Tour. Tadej Pogacar non lascia nulla al caso. Nelle prime due settimane del Giro ha sbaragliato la concorrenza, mettendo al sicuro la leadership della classifica (6'41” di vantaggio su Thomas) con 4 vittorie e una sensazione di dominio assoluto, ora invece promette di entrare in modalità “cruise control” per «risparmiare energie» e iniziare a gettare le basi per il reale obiettivo stagionale: quella doppietta Giro-Tour che manca dai tempi di Pantani (1998). «Abbiamo un ottimo vantaggio in classifica. In questa ultima settimana cercheremo di non spendere troppe energie in ottica Tour De France ma sempre rispettando la corsa e il Giro d'Italia. Non ho mai fatto il Giro e il Tour nello stesso anno ma tutti dicono che finire bene il Giro permette di avere buone gambe anche al Tour. Speriamo sia così. Ora serve finire con il morale alto, in fiducia e con una buona forma per poi iniziare a preparare la Grande Boucle dalla prossima settimana». Parole che mettono a nudo la possibile strategia per i prossimi giorni dopo aver sgretolato il record sul Foscagno (5' in meno di Valjavec): controllare i rivali verso Santa Cristina di Val Gardena e sul Passo Brocon per poi cercare di dare altro spettacolo sulla doppia ascesa sul Monte Grappa. Per Pogacar, infatti, vincere è importante ma far divertire i tifosi lo è altrettanto. «La vittoria a Livigno mi ha reso super felice e orgoglioso. Sentire i tifosi che ti spingono per 200 chilometri dà una motivazione speciale e ti permette di andare oltre il limite. Senza di loro non ci sarebbe il ciclismo, loro sono la ragione per dare spettacolo». Intanto i rivali alzano bandiera bianca. Thomas firma la resa nel suo podcast 'Watts Occurring': «Lui ci fa davvero fare una pessima figura. Se sul Foscagno avessi cercato di seguirlo ci sarei riuscito per poche centinaia di metri, per poi scoppiare e perdere dieci minuti». A 25 anni, Pogacar, è già nell'Olimpo del ciclismo con tante pagine di storia ancora da scrivere. Oggi, dunque, la 16ª tappa, la Livigno-Santa Cristina Val Gardena (Monte Pana) di 206 chilometri. Frazione di alta montagna, con gli ultimi 3 km quasi tutti in salita ad eccezione della breve discesa che porta dal centro di Santa Cristina al ponte (-2 km) dove inizia lo strappo finale. Strappo di pendenza media attorno al 12% con punte del 16% nella parte iniziale con stretti tornanti.
