Pogacar è la nuova stella del ciclismo

21 Settembre 2020

A Parigi passerella dello sloveno (oggi 22 anni) vincitore del Tour de France

ROMA. Tadej Pogacar è il volto nuovo del ciclismo mondiale e, da oggi, siede allo stesso tavolo dei corridori che hanno reso grande questa disciplina fatta di dolore, tormenti e, soprattutto, fatica. Lo sloveno, che oggi compie 22 anni, oltre a essere il secondo vincitore più giovane delle 107 edizioni del Tour de France (il più giovane ad arrivare in giallo a Parigi), è stato l'atleta che ha costruito l'impresa sportiva più entusiasmante degli ultimi anni, rovesciando la classifica generale nella cronometro di sabato a La Plance des Belles Filles. Il corridore della UAE Emirates ha vinto il Tour ai tempi dei Coronavirus, che si è concluso con la consueta passerella a Parigi, con classe, tenacia e forza, dimostrando di essere un campione con la C maiuscola. Pogacar è riuscito a cucirci addosso la maglia gialla senza l'appoggio del team (chi continua a sostenere che il ciclismo sia diventato uno sport di squadra è servito), spodestando dal trono un altro giovane di belle speranze come il colombiano Egan Bernal, le cui ambizioni sono evaporate man mano che le tappe si succedevano e le scorie della fatica diventavano insostenibili. Pogacar ha avuto il merito, come lo ebbe Vincenzo Nibali nel 2014, di interrompere il dominio della britannica Ineos che, prima con il nome di Team Sky, aveva messo assieme i successi del 2012 (Bradley Wiggins), 2013, 2015, 2016, 2017 (Chris Froome), 2018 (Geraint Thomas) e 2019 (Egan Bernal); quest'anno, invece, se ne torna a casa a mani vuote e senza alcuna maglia, dopo che Carapaz sabato si è vista sfilare quella a pois. Sono le modalità a rendere straordinariamente meraviglioso l'exploit di Pogacar, che chiude il Tour in maglia gialla, ma anche con le maglie bianca (miglior giovane) e a pois (miglior scalatore), oltre che con tre tappe in saccoccia. Una vittoria totale, la sua. Senza discussioni, suggellata dalla prova a cronometro di sabato, nella quale ha polverizzato le ambizioni di Primoz Roglic, l'altro sloveno che, nel Giro d'Italia 2019, dopo vari litigi con Nibali, rinunciò pure alla maglia rosa. Roglic è il grande sconfitto delle ultime stagioni, sebbene abbia vinto la Vuelta 2019. Il crollo di sabato lo conferma, a prescindere dall'eccezionale impresa di Pogacar.
Classifica generale: 1) Tadej Pogacar (Slo, UAE-Emirates) in 87h20’05”; 2) Primoz Roglic (Slo, Jumbo-Visma) a 59”; 3) Richie Porte (Aus, Trek-Segafredo) a 3’30”; 4) Mikel Landa (Esp) a 5’58”; 5) Enric Mas (Esp) a 6’07”.
Adolfo Fantaccini