Pogba da urlo, la Juve scappa

Le prodezze del francese annientano il Chievo e portano la capolista a più sette sulla Roma
TORINO. Quando ci sono i fuoriclasse è facile sbrogliare le matasse più intricate. Forse ieri non era ancora così ingarbugliata, ma lo stava diventando per la Juventus dopo «un primo tempo mediocre» per ammissione dello stesso Allegri, contro un Chievo capace di tenere per un'ora lo 0-0.
Poi si è preso la scena Pogba ed è stato l'ennesimo show: un gol spettacolare, sinistro angolato e carico d'effetto dopo un dribbling secco, e qualche minuto dopo aggancio in area in volo e destro potente. Non è stato gol solo per la parata di Bizzarri, ma sulla ribattuta Lichtsteiner ha segnato il raddoppio bianconero. Logico quindi che nella hit parade della curva bianconera, il motivetto “Non si vende Pogba” abbia surclassato ogni altro, dallo sberleffo alla Roma “E la Juve se ne va” all'omaggio all'Avvocato Giovanni Agnelli, a 12 anni dalla morte.
Il tormentone-Pogba è appena cominciato, anche se nei sondaggi cresce la quota di chi vede l'asso francese in partenza. E da qualche frase di Allegri traspare quasi la rassegnazione a perderlo, con la convinzione però che in cambio si potrà fare una Juve ancora più forte.
Il Chievo dunque si è arreso, ma è uscito a testa alta dallo Juventus Stadium. Non voleva fare le figuracce dei “cugini” dell'Hellas, tornati a Verona con 10 reti sul groppone in due partite, tra Coppa Italia e campionato.
E ci è riuscito benissimo per un tempo, chiudendosi ma sempre pronto a ripartire. Ha pagato il conto con quattro ammoniti (tre difensori e Schelotto) ed un infortunio grave: Frey è uscito dal campo in barella e con il collo immobilizzato dopo una tremenda zuccata con Evra in un contrasto areo. Con il suo capitano ko - trauma cranico e ampia ferita alla fronte, è rimasto qualche ora in osservazione all'ospedale Cto di Torino - Maran ha ritoccato la difesa: Gamberini sulla destra, Zukanovic fatto scalare al centro, il neo entrato Biraghi sulla sinistra, nella fascia presidiata da Vidal e Caceres, quindi più pericolosa. Ha avuto anche una palla-gol, un tocco volante di Gamberini (23' pt), complice una Juve meno “cattiva” del solito. Birsa ed Hetemaj sono riusciti a chiudere abbastanza bene, ma è stato bravissimo Bizzarri: il portiere del Chievo ha respinto una bordata di Vidal ed un colpo di testa piazzato all'angolino da Chiellini, autore di tre tiri pericolosi.
Si è battuto come sempre a tutto campo Tevez, senza trovare il gol. Poteva essere lui il risolutore, è stato invece Pogba. Vidal ha girato alto su cross di Evra (5' st), poi Allegri è passato dal 4-3-1-2 al 3-5-2. Ma i veri colpi di genio sono stati quelli del “Polpo” Pogba. E (anche) al Chievo non è rimasto che applaudire, anche se avrebbe ancora potuto segnare a sua volta. Ma nel finale il tiro di Schelotto è finito sul palo ed un invitante contropiede si è dissolto per un passaggio sbagliato di Meggiorini.
«Ci dispiace perché siamo riusciti a mettere in campo una buonissima prestazione, ma la giocata di un campione ha fatto la differenza», ha riconosciuto a fine gara lo stesso Maran, allenatore del Chievo.

