Pogba: grande squadra Godin, il capitano triste: «Usciamo a testa alta»

NIZHNY NOVGOROD. La felicità da una parte, l'orgoglio dall'altra. Francia-Uruguay, che ha promosso i Bleus alla semifinale mondiale, è anche questa.Se i francesi parlano di «vittoria meritata», il...
NIZHNY NOVGOROD. La felicità da una parte, l'orgoglio dall'altra. Francia-Uruguay, che ha promosso i Bleus alla semifinale mondiale, è anche questa.
Se i francesi parlano di «vittoria meritata», il capitano della Celeste, Diego Godin, non si rimprovera nulla: «Usciamo a testa alta».
Ovviamente felice il ct francese: «Avevamo già fatto qualcosa di grande contro l'Argentina», le parole di Deschamps, «e oggi (ieri, ndc) abbiamo fatto ancora meglio. Ci manca ancora un po’ di esperienza, ma quello che conta è che siamo in semifinale e sono orgoglioso dei miei ragazzi» E adesso meglio il Brasile o il Belgio? «Non ho preferenze», ha risposto il tecnico prima di sapere che martedì troverà il Belgio sulla sua strada. «L'importante è non avere infortunati o squalificati che è la cosa più importante e poi riavremo Matuidi» (ieri squalificato, ndr).
«Sapevamo che sarebbe stato un match poco tecnico e molto fisico e aggressivo, ma abbiamo dimostrato di essere una grande squadra», le parole di Paul Pogba che ha chiuso con un ottimistico «Speriamo di poter sorprendere ancora».
Se Diego Godin rende merito alla Francia («una grande squadra, giovane e che gioca bene, per noi è stato difficile trovare il nostro calcio») e da buon capitano assolve Muslera («Tutti noi commettiamo errori, altre volte Fernando ci ha salvato partite incredibili, non dobbiamo rimproverargli nulla»), il tecnico della Celeste, Oscar Washington Tabarez, invita a guardare avanti: «Siamo tristi e dispiaciuti ma non bisogna drammatizzare, anche considerando che molti Paesi dell'elite calcistica hanno lasciato il torneo molto prima», ha detto in conferenza stampa Tabarez, il ct più “anziano”, a 71 anni, su una panchina in un quarto di finale mondiale. «Il nostro sogno è finito ma adesso cercheremo di realizzarne di nuovi. Solo quelli che non fanno nulla, non commettono errori, ho detto a tutti i miei giocatori dopo la partita di essere molto orgogliosi, di andare a testa alta, io non ho nulla da rimproverare loro, nè a Muslera, che è uno dei pilastri di questa squadra».
«Triste sì, molto, ma orgoglioso e grato a Dio per aver vissuto questa esperienza insieme a questo gruppo», ha detto l’attaccante Cavani costretto alla panchina per via di un infortunio, «siamo una famiglia dentro il campo e fuori. Sono fiero di essere uruguaiano e di soffrire in questo momento, ma fa parte della vita, ora bisogna andare avanti».

