Pomante si racconta: «Io, gli anni a Pineto e il sogno Notaresco»

Il difensore rossoblù domenica torna da ex al Mariani Pavone «Per andare in C servono 70 punti. Sansovini è un esempio»
NOTARESCO. Il derby di Pineto è un altro ostacolo da superare per arrivare a quel traguardo, ormai non più nascosto, che si chiama serie C. Per Marco Pomante è anche la gara del cuore. Domenica il 36enne difensore del Notaresco tornerà da ex al Mariani Pavone per affrontare il Pineto. Per tre anni Pomante è stato capitano dei biancazzurri, scrivendo la storia della società del presidente Silvio Brocco. «Sono stati tre anni bellissimi», ricorda il difensore di Silvi, «prima una salvezza con quattro giornate d’anticipo, poi una storica finale play off. L’anno scorso potevamo fare meglio, ma comunque abbiamo raggiunto i play off». A luglio scorso il divorzio. «La società ha fatto altre scelte, ma non ho nessun rancore. Anzi, a Pineto ho conosciuto persone fantastiche, dal presidente al direttore (Roberto Giammarino, ndr) fino ai compagni di squadra che sono diventati anche amici fuori dal campo come Pepe, Remo Amadio, Ciarcelluti, Della Quercia, Marianeschi e Tomassini». Per la capolista Notaresco il derby di domenica può essere l’occasione per aumentare il vantaggio sulle inseguitrici perché contemporaneamente si giocherà lo scontro diretto Matelica-Campobasso, ovvero la sfida tra la seconda (-6 dai rossoblù) e la terza (-9). «Il Pineto è vero che sta rendendo al di sotto delle aspettative, ma è una squadra che ha giocatori importanti, quindi ci sarà da lottare», dice Pomante. «Matelica-Campobasso? Spero in un pareggio, ma più che alle altre dobbiamo pensare a noi stessi. A me più che il Matelica o il Campobasso fa paura il Notaresco, nel senso che dobbiamo guardare solo in casa nostra senza avere l’ossessione di vincere. Quella devono averla le altre squadre che sono partite per vincere. Noi dobbiamo mantenere la serenità e non essere presuntuosi, altrimenti si fa dura».
Nelle prime cinque giornate del girone di ritorno il Notaresco ha conquistato 8 punti contro i 12 dell’andata. Solo due vittorie nelle ultime sei giornate, con il Matelica che ha rosicchiato punti e si è portato a -6. «Era impensabile ripetere quello che abbiamo fatto all’andata, quando abbiamo vinto 11 partite di fila. Così come era impossibile immaginare che Matelica e Campobasso avessero un distacco di 10 punti dalla prima. I valori prima o poi vengono fuori. Noi abbiamo avuto un calo fisico e mentale, ma è fisiologico. Non dimentichiamoci che siamo partiti per salvarci. La gara della svolta? Dopo la vittoria a Matelica», risponde Pomante, «abbiamo capito che potevamo ambire a qualcosa in più della salvezza. Essere arrivati a 12 giornate dalla fine a giocarci la promozione ci riempie d’orgoglio. Febbraio e marzo saranno i mesi decisivi. Penso che la quota promozione sia di 70 punti, massimo 73 (ora il Notaresco ne ha 51, ndr)». Con un Marco Sansovini così - a 39 anni ha già segnato 11 gol - la C non sembra poi così lontana. «Per me Marco non è una sorpresa. Quando la società mi ha chiesto un consiglio, ho detto di prenderlo subito perché conosco lo spessore umano di Sansovini. È un uomo importante dentro lo spogliatoio, è un esempio per tutti, soprattutto per i giovani. Tutta la squadra sta facendo qualcosa di irripetibile che succede una volta ogni 10 anni. Andare in C sarebbe un miracolo. Noi non ci nascondiamo: proveremo a fare la storia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

