Pompetti, assist e magie: si è già preso il Delfino

Dopo la retrocessione con la Cavese, ora il baby regista vuole consacrarsi con la squadra della sua città
PESCARA. Il viso angelico di chi non sa nascondere i propri sentimenti, e un sinistro vellutato che ha già fatto vibrare i tifosi. Marco Pompetti è tornato dove tutto era iniziato e ha già vissuto una serata speciale: due assist, uno a Galano e l’altro a Cancellotti, e personalità da vendere nel 2-0 che il Pescara ha rifilato all’Olbia, nel primo turno di coppa Italia Lega Pro. In un Adriatico deserto, e con l’ambiente che attendeva un primo segnale dalla creatura di Auteri, il volto candido di Pompetti, classe 2000 originario di Francavilla, è il miglior biglietto da visita per riallacciare il cordone ombelicale con la piazza. Il giovane regista è tornato in Abruzzo in prestito dall’Inter, dopo essere entrato nelle giovanili del Pescara all’età di sei anni e aver fatto tutta la trafila. Il Delfino lo aveva venduto al club nerazzurro nell’estate del 2017, insieme a un altro baby talento, Lorenzo Peschetola (classe 2003). Per Marco il passaggio all’Inter è stata la realizzazione di un sogno, poiché proveniente da una famiglia di interisti (suo nonno Giuseppe ha un passato da calciatore nel Teramo in serie C, ma anche il papà Salvatore è un grande tifoso). In nerazzurro, ha vissuto due stagioni splendide, vincendo tutto quello che si poteva vincere con la Primavera di Stefano Vecchi, nella stagione 2017-2018: una Viareggio Cup e lo scudetto di categoria, ricevendo anche il premio come miglior giocatore delle fasi finali. In quella squadra c’erano anche talenti del calibro di Zaniolo, Bettella e Zappa (suo grande amico). Ma Pompetti si è anche distinto con la maglia azzurra della nazionale: sette presenze nell’under 19 e tre nell’under 18. Poi il salto alla Sampdoria, sempre in Primavera, prima dell’arrivo a Pisa nella seconda parte della stagione 2019-2020 (condita da due presenze in prima squadra, tra coppa Italia e serie B, con il tecnico pescarese Luca D’Angelo in panchina). Il cartellino di Pompetti è sempre rimasto nelle mani dell’Inter in questi anni e, dopo l’ultima stagione in C con la Cavese (23 presenze e 1 gol), terminata con una drammatica retrocessione, il Pescara l’ha riportato a casa. Quando il Delfino è tornato a bussare alla porta dei nerazzurri, per richiedere il “suo” gioiello, Marco ha riacceso gli occhi. Dopo due annate non facili, il figliol prodigo è tornato a casa e l’ha fatto con lo stesso entusiasmo della prima volta, quando i suoi genitori lo portavano ad allenarsi al Poggio degli Ulivi, sotto gli occhi attenti di chi l’ha cullato fino al grande salto e attende la sua definitiva consacrazione.
La sua storia biancazzurra è ricominciata in una serata di agosto che ha regalato la prima gioia anche al nuovo Pescara targato Auteri: all’Adriatico si è vista una squadra che ha fame di leggerezza e di bel calcio, e che ha scelto il mancino vellutato di un abruzzese doc per tornare a corteggiare i propri tifosi. (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

