Pompetti, una fiducia incondizionata

Duttile e in grado di dare qualità alla manovra: il centrocampista è il più utilizzato tra i 31 giocatori schierati da Auteri
PESCARA. In Sardegna per il tris di vittorie contro l’Olbia. Domani pomeriggio (ore 17,30) il Pescara sfida gli isolani per la terza volta in stagione dopo i successi in coppa Italia dello scorso 19 agosto (2-0, gol di Galano e Cancellotti) e del 31 ottobre nella 12ª giornata di campionato, 1-0 all’Adriatico firmato da Mirko Drudi. A Olbia inizia la fase calda del torneo, l’obiettivo è raccogliere il maggior numero di punti possibile nell’ultimo mese e mezzo della regular season per centrare un posto di prestigio nella griglia play off. Restano otto giornate da giocare in 42 giorni, un tour de force per cercare di raggiungere il terzo posto che eviterebbe ai biancazzurri di disputare i primi due turni degli spareggi promozione (accede al terzo turno anche la migliore quarta dei tre gironi). Il calendario non è impossibile, dopo l’Olbia, il Delfino affronterà il Cesena in casa (martedì), il Teramo in trasferta, il Pontedera all’Adriatico, la Lucchese in Toscana, il Grosseto tra le mura amiche, la Pistoiese fuori e l’Imolese di nuovo all’Adriatico nell’ultimo match in programma il 23 aprile. Serve l’apporto di tutti gli effettivi, ora la rosa è ben assortita nei vari reparti e l’allenatore spera di riavere a breve al massimo della condizione Memushaj e Diambo. Proprio a centrocampo l’esigenza maggiore di rotazione per consentire alla squadra di girare al meglio.
Pompetti stakanovista. Nelle prime 30 partite di campionato fin qui disputate, Auteri ha utilizzato 31 calciatori. Tra questi il più “spremuto” è Marco Pompetti, il 21enne centrocampista pescarese che ha totalizzato 25 presenze restando in campo per ben 2.207 minuti. Nell’ultima gara con il Siena, poco dopo il gol del 2-0 siglato da Franco Ferrari, l’allenatore gli ha risparmiato l’ultima mezz’ora di gioco. In precedenza era successo una sola volta, nel corso della gara in trasferta a Reggio Emilia del 14 febbraio, quando Auteri gli ha fatto tirare un po’ il fiato sostituendolo a 15’ dalla fine. Per il resto sempre in campo dall’inizio alla fine, ad eccezione di 5 partite (4 saltate per infortunio e una a causa della squalifica). Qualità, senso della posizione e visione di gioco, ma anche nove assist vincenti e tre gol contro Entella, Carrarese e Ancona Matelica. Il giovane di proprietà dell’Inter si sta consacrando tra i professionisti nella squadra che lo ha cresciuto. Non solo giocate sopraffine in fase di costruzione, nel torneo in corso Marco ha mostrato progressi evidenti pure nel recupero del pallone e nelle capacità di interdizione. Playmaker puro, si è saputo adattare nel 3-4-3 di Auteri ad inizio campionato, poi è salito in cattedra negli altri sistemi di gioco utilizzati dall’allenatore e, a distanza di mesi, è rimasto una pedina insostituibile dello scacchiere. Un salto in avanti che, con ogni probabilità, nella prossima stagione gli aprirà le porte quantomeno della serie B. Il suo sogno è di raggiungere il traguardo con la maglia del Pescara. Se non dovesse farcela, l’Inter lo manderebbe altrove per dargli la possibilità di completare il percorso di crescita. Già a gennaio alcune società di B avevano chiesto informazioni su di lui, però Marco non si è lasciato ammaliare e ha preferito non prendere nemmeno in considerazione le avances. Anche Auteri ci ha messo del suo consigliandogli di completare la scalata in riva all’Adriatico: «Gli allenatori non possono mettere veti», disse al Centro tempo fa, «nemmeno quelli dei grandi club europei. Tocca alla società farlo, in ogni caso credo che Marco debba restare qui fino a giugno, sarebbe il percorso migliore per lui. È forte nella testa, va a cento all’ora negli allenamenti e ha margini di crescita enormi». Un attestato di stima confermato dalla incondizionata fiducia che Auteri ha sempre mostrato nei confronti del centrocampista. A gennaio gli arrivi di De Risio e Pontisso hanno completato il reparto e offerto al tecnico soluzioni alternative, ora si attende il ritorno a pieno regime di Memushaj e Diambo per aumentare ulteriormente la qualità del reparto. A proposito, Pompetti è anche il pericolo numero uno per l’Olbia, almeno secondo il presidente dei sardi Alessandro Marino, pescarese doc. «E’ in grado di propiziare giocate vincenti con il suo sinistro pregevole», le sue parole, «mi piace tanto e lo temo molto».
Giovanni Tontodonati
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