Pomponi gela il Chieti: non iscriverò la squadra

La società verso il baratro: cessione entro 9 giorni o si perde la D
CHIETI. «Non sarò io a presentare la fideiussione da 31 mila euro e la tassa d’iscrizione da altri 18 mila euro». Giorgio Pomponi si disimpegna ufficialmente e manda il Chieti verso il baratro. Le ultime dichiarazioni del patron neroverde allarmano ancora di più il popolo teatino. Pomponi annuncia che non completerà la domanda d’iscrizione con le necessarie garanzie economiche entro il 26 luglio. Questo significa che, se entro 9 giorni la società non sarà ceduta, la città perderà la serie D. È questo lo scenario che va delineandosi. Sì, perché le trattative avviate per la cessione della società difficilmente andranno in porto. L’ostacolo più grande da superare sono i debiti.
Ci sono due gruppi interessati a rilevare la società. L’ultimo che si è fatto avanti è campano ed è formato da imprenditori di Salerno che si occupano della manutenzione della segnaletica stradale. Il gruppo ha avuto contatti con Riccardo Canuti, direttore generale e legale del Chieti. Un incontro tra le parti è previsto nei prossimi giorni, ma la trattativa è ancora alla fase iniziale e Pomponi chiede garanzie.
L’altra cordata interessata è quella guidata dall’imprenditore teatino Giulio Trevisan, patron del Chieti Fc Torre Alex. La trattativa, però, è ferma. «Siamo ancora interessati a rilevare la società», spiega Filippo Di Giovanni, rappresentante del gruppo di Trevisan, «abbiamo chiesto di vedere i libri contabili per conoscere lo stato economico del Chieti, ma abbiamo trovato sempre un muro dall’altra parte».
Si erano mossi anche i tifosi che, aiutati da alcuni sponsor, hanno cercato di salvare il Chieti. L’operazione, però, non è andata in porto.
Mentre Pomponi continua le trattative, i giocatori sono sul piede di guerra. È in arrivo una raffica di vertenze per i mancati pagamenti dei rimborsi ai calciatori della passata stagione. Nonostante le promesse della società, molti di loro non hanno più ricevuto gli emolumenti da febbraio.
Intanto, l’allenatore Nevio Orlandi, che era stato scelto per guidare la squadra, è tornato dalle vacanze ed è stato messo al corrente della decisione di Pomponi di lasciare: «Ho parlato per la prima volta con il Chieti a inizio giugno», racconta Orlandi, «e ho subito dato la mia disponibilità. Poi ho incontrato il presidente a Roma e trovato l’accordo, ma abbiamo deciso insieme di aspettare il 1° luglio per dare l’annuncio. Non c’erano problemi economici. Avevamo già contattato diversi giocatori. Dovevo firmare al mio ritorno dalle vacanze, ma poi il presidente mi ha comunicato la sua decisione. Mi dispiace perché ero convinto che avremmo fatto un buon lavoro». Orlandi non ha mai firmato con i neroverdi e, dunque, è libero di accasarsi altrove. A metà luglio, il Chieti si ritrova senza allenatore. Ma questo è l’ultimo dei problemi. Non c’è più nemmeno una società e la città rischia di perdere la D.
Giammarco Giardini
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