PORDENONE TUTTO CASA (QUASI) E FAMIGLIA
Una storia di casa e famiglia, quella del Pordenone. Una gran bella storia. Anche se il concetto di “casa” è un po' relativo e quello di “famiglia” è invece fortissimo. La squadra che si arrampicata...
Una storia di casa e famiglia, quella del Pordenone. Una gran bella storia. Anche se il concetto di “casa” è un po' relativo e quello di “famiglia” è invece fortissimo. La squadra che si arrampicata in cima alla classifica è un progetto vincente di Mauro (papà, imprenditore enologico) e Matteo (figlio) Lovisa, rispettivamente presidente e giovanissimo direttore sportivo, quello che la scalata in undici anni dall’Eccellenza l’ha pensata e quello che, il tempo di svezzarsi, l’ha rifinita e l’ha sta ingioiellando con la storica promozione in serie B della scorsa primavera e con questo secondo posto di oggi. «Perché è vero che, a parte un paio di miei suggerimenti, i giocatori li sceglie lui. E’ bravo, conosce il calcio” racconta Attilio Tesser del suo baby direttore sportivo.
Ecco, Tesser è il famigliare aggiunto. L’allenatore saggio che, su quelle strade si sente a suo agio (è nato a Montebelluna, vive a Udine) e che nell’estate del 2018 ha portato le conoscenze di una categoria vinta già due volte, a Novara e a Cremona. Concedendosi un tris e l’ingresso trionfale in questa storia.
Poteva avere, casomai, un dubbio alla vigilia di questa stagione e, con lui, tutto il suo gruppo: come sarà giocare “in trasferta” anche le partite in casa? Perché se è vero che il vecchio “Bottecchia” è troppo piccolo e inadeguato per la B ed era necessario trasferirsi, la “Dacia Arena” di Udine rischiava di essere troppo grande e troppo fredda. Guardate i risultati ad oggi: lì, cinque vittorie e due pareggi. Annullati i cinquanta chilometri che dividono le due città e l’ora d’auto che serve per spostare i tifosi, imbattuti i ramarri. Casa dolce casa anche se… non è casa.
La squadra di Vogliacco, Burrai, Pobega, Pasa, Chiaretti, Strizzolo e Candellone, tipi da scoprire e da riscoprire, tipi che conoscono la B come le loro tasche e giovani talenti che l’assaggiano per la prima volta.
In fondo, una classica storia di serie B: la squadra che nessuno s’aspetta e che adesso ne ha parecchie alle spalle. «Ma noi pensiamo alla salvezza» è il ritornello di Tesser. In famiglia tengono il profilo basso.
* giornalista Sky Sport
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