«Positivi e di qualità Salvezza? Il minimo...

Triennale per il tecnico: «Saremo propositivi anche in A»
PESCARA. Parte oggi per Palena, con il suo Pescara, fresco di rinnovo contrattuale firmato ieri pomeriggio: triennale da 600mila euro a stagione con la possibilità di rescinderlo nel caso la prossima estate dovesse arrivare la chiamata di una grande squadra. E’ bello carico Massimo Oddo, positivo come si definisce. E, come al solito, con le idee chiare. «La salvezza è l’obiettivo minimo e, in linea di massima, il Pescara non muterà le sue caratteristiche di gioco. L’identità resterà quella di una squadra che cercherà di giocare a calcio», in sintesi i concetti espressi dall’allenatore che ha riportato i biancazzurro in serie A dopo tre anni.
Oddo, come sta nascendo il Pescara?
«Sono soddisfatto dei movimenti di mercato che sono stati portati avanti in sintonia con la società. Abbiamo fatto quello che si poteva e si doveva fare. Il mercato in serie A è difficile».
Parliamo dei nuovi.
«Cristante è un buon prospetto che va a completare il centrocampo. Poi, c’è Bizzarri, un portiere esperto e di valore che aiuterà a crescere Fiorillo. Biraghi porta in dote altra esperienza, ha un paio di campionati di A alle spalle ed è un laterale di affidamento. Infine Manaj, un giovane forte che conosco bene. Ha potenzialità da grande giocatore, sta a noi fargli esprimere i suoi mezzi».
Numericamente che cosa manca?
«Il mercato offre mille opportunità, quindi tutto può cambiare da qui a un mese. Ma, al momento, servono un paio di giocatori: un difensore centrale e un attaccante».
Con quali caratteristiche?
«I nomi non mi interessano, basta che siano forti. Ancora meglio se si adattano al nostro tipo di gioco. Nel caso, comunque, non avrei problemi a cambiare sistema, pur di valorizzare le qualità di chi arriverà. L’importante è che sia forte».
Che Pescara sarà in serie A, ancora sbarazzino o più prudente?
«Vuole sapere se faremo catenaccio o andremo all’attacco? No, a parte gli scherzi, il nostro Dna è quello di proporre gioco. Essere positivi. Non andremo in campo per fare 0-0, ma per fare gol. La nostra è una squadra di qualità, cercheremo di tirarla fuori».
Giovani o esperti i rinforzi?
«Ripeto: l’importante è che siano forti. Non abbiamo fretta, aspettiamo, perché una buona base per lavorare c’è. Non ci possiamo permettere errori, questo è poco ma sicuro. Gradirei gente che conosco. In questi giorni ho visto migliaia di video, ma non ci possiamo permettere scommesse al buio».
E’ vero che ha chiamato l’attaccante Alessandro Matri al telefono?
«No, ho chiamato solo i miei giocatori».
Difesa a quattro?
«Partiamo così, ma se dovessi capire che la squadra rende meglio a tre non avrei esitazione a cambiare. L’importante che arrivino rinforzi di spessore».
Tante conferme, il diesse Leone ha parlato di “senso di appartenenza”...
«Questa storia del “senso di appartenenza”, per me, è una gran cazzata. I giocatori danno il massimo ovunque, sono dei professionisti. Ci sono state tante conferme perché per me i ragazzi hanno dei valori che possono essere utili alla causa anche in serie A. Non per riconoscenza. Non perché hanno portato il Pescara in A. E comunque ripartire con una base collaudata può rivelarsi un valore aggiunto».
Obiettivo salvezza?
«La salvezza è un obiettivo minimo. Cercheremo di giocarcela con tutti».
Come?
«Magari con maggiore equilibrio, magari cercando di interpretare le varie fasi delle partite e della stagione, ma senza rinunciare mai al nostro marchio di fabbrica propositivo. La qualità c’è. Chievo e Empoli insegnano che con equilibrio e organizzazione si può fare bene».
Memushaj e Verre incedibili?
«Sì, a meno di offerte clamorose. Se poi – dico per assurdo – arriva qualcuno con 5-6 milioni per Memushaj lo vado a portare io alla nuova destinazione. Ma, in linea di massima, sono due punti fermi».
Chi potrebbe essere coinvolto nella lotta salvezza?
«Non lo so, penso alla mia squadra. A farla rendere al massimo».
Anche lei sarà un debuttante, almeno in panchina, in serie A. Come se l’immagina la nuova avventura?
«Caratterialmente sono abbastanza freddo, poco emotivo. Però, andare a San Siro o all’Olimpico, in stadi che sono stati miei da calciatore, mi farà un po’ strano».
Nella lotta scudetto la Juve è ancora avanti?
«Sì, penso di sì. Ma attenzione al Napoli: sta arrivando. Se i nomi che leggo sui giornali sono veri, può migliorarsi».
@roccocoletti1
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