«Possedere un mazzetto, segno di potere»

12 Gennaio 2017

«Era un punto d'arrivo importante per quelli della mia generazione. Per me è stato uno dei primi giochi che facevo a scuola ed arrivare su quell'album era come la realizzazione di un sogno». Lamberto...

«Era un punto d'arrivo importante per quelli della mia generazione. Per me è stato uno dei primi giochi che facevo a scuola ed arrivare su quell'album era come la realizzazione di un sogno». Lamberto Piovanelli bomber e bandiera del Pisa dal 1986 al 1991 ci racconta la sua storia il magico mondo delle figurine dei calciatori. «Lo scambio con gli altri collezionisti era fondamentale ma c'erano vari metodi per vincere le figurine - spiega Piovanelli - possedere un mazzetto era un piccolo segno di potere, ma era anche un grande divertimento. Oggi questofascino è andato perso anche perché i ragazzi preferiscono dei divertimenti più devianti. Le figurine potevano essere barattate e ogni calciatore aveva un valore ben preciso». Non si valutava tanto la bravura del calciatore ma se quella figurina era più o meno introvabile come quella del mitico portiere dell'Atalanta Pierluigi Pizzaballa. «Ad esempio la mia figurina nell'ultimo campionato di Serie A- scherza Piovanelli- non valeva molto visto che venne inserita in abbinata con l'album e ce l'avevano tutti».

Andrea Chiavacci