Premio Prisco ai cuori che non si arrendono

4 Maggio 2015

Al Teatro Marrucino i riconoscimenti intitolati all'indimenticato presidente dell'Inter per gli sportivi che in questa stagione si sono distinti per lealtà e correttezza: Corsi, Donadoni e Verde. Premiati anche i giornalisti Zazzaroni della Rai e Profeta di Rete8

CHIETI. Cuori che non si arrendono. Mai. Neanche quando la tua società è in fallimento, ma tu scendi in campo lo stesso. Neanche quando la tua squadra è in crisi, ma tu non demordi e difendi fino alla fine i tuoi dirigenti. Neanche quando il tuo allenatore non ti chiama mai in campo a giocare e vedi i compagni sempre da una panchina, ma sei sempre il primo negli allenamenti. La tredicesima edizione del Premio Giuseppe Prisco alla lealtà, correttezza e simpatia ha visto quest'anno vincitori Roberto Donadoni (allenatore del Parma) Fabrizio Corsi (presidente dell'Empoli) e Daniele Verde (giocatore della Roma). Sul palco Teatro Marrucino di Chieti i tre vincitori hanno ricevuto il riconoscimento dalla giuria presieduta da Sergio Zavoli. Un riconoscimento é andato, per il Premio Nando Martellini alla sua undicesima edizione, al giornalista della Domenica Sportiva Ivan Zazzaroni e, su indicazione dell'Ussi, a Massimo Profeta di Rete8. La giuria, presieduta da Sergio Zavoli, era composta da Italo Cucci, Gianni Mura, Gian Paolo Ormezzano, Marco Civoli, Franco Zappacosta, Ilaria D’Amico, e coordinata dall’imprenditore Marcello Zaccagnini, presidente del Comitato organizzatore.

«Spero che quello che ci é accaduto quest'anno serva come insegnamento e per imparare qualcosa affinché non accada in futuro. Solo chi é stato dentro può capire quello che si é verificato in questa stagione. Noi siamo una nave alla deriva, ma dobbiamo arrivare in porto alla fine di questa stagione e ci arriveremo», ha detto il tecnico degli emiliani Roberto Donadoni a Chieti durante il Premio Prisco. Sul suo futuro Donadoni ha glissato: «Io guardo a chiudere questa stagione bene. La mia educazione mi impone di pensare al presente. Quello che accadrà lo vedremo in seguito. Il calcio mi ha dato tanto».

Il presidente dell'Empoli ha parlato del presente e del futuro della sua squadra, e anche del tecnico Maurizio Sarri che sarebbe finito nell'orbita di alcune società di prima fascia. Il patron empolese non ha negato l'eventualità di un addio a fine stagione: «Mi piacerebbe restasse e credo che questa cosa possa ancora realizzarsi. Io ho rinnovato il contratto a Sarri dopo tre sconfitte, in altri posti forse lo avrebbero mandato via. Spero rimanga con noi per il nostro è il suo bene. Per Empoli è il massimo come allenatore. Se poi dovessero arrivare richieste per lui importanti come ho sentito e letto, ci siederemo a tavolino per parlarne. Fra noi non ci sono mai stati problemi. Ora però pensiamo a chiudere bene il campionato e a conquistare la salvezza. Poi si vedrà il futuro». Ma se dovesse arrivare una richiesta per Sarri, Corsi cosa farebbe? «Non lo fermerei di certo - ha risposto il presidente -, ma, lo ripeto, spero e credo che resti con noi a Empoli». Dopo la cerimonia di premiazione a Chieti, il tradizionale pranzo a Bolognano, nella bella tenuta di Marcello Zaccagnini, come sempre sponsor della manifestazione quest'anno insieme alla famiglia Falesco e a Bruno Vespa.