Prima la contestazione dei tifosi e poi l’esonero

Fischi e insulti a D’Aversa dalla curva e il “benservito” del vicepresidente Guglielmo «Stiamo facendo una piccola rivoluzione e togliamo anche lui, ma sono distrutto»
LANCIANO. «La società ha deciso di sollevare dall’incarico Roberto D’Aversa». È scuro in volto il vicepresidente rossonero Guglielmo Maio quando arriva in sala stampa, 40 minuti dopo la fine della partita per annunciare il sofferto esonero. Via D’Aversa, quindi, e squadra affidata a Primo Maragliulo, mister della Primavera. «D’Aversa non è più l’allenatore della Virtus», ha detto Maio, «non per demeriti particolari e colpe specifiche perché le colpe sono di tutti, ma ora è il momento di cambiare. È una situazione che ci trasciniamo da tempo ed è l’unica soluzione possibile in questo momento che stiamo cambiando tanto. Stiamo facendo una piccola rifondazione e la facciamo fino in fondo, proviamo. Lo ringrazio perché è uno dei migliori allenatori che sia passato a Lanciano. È un esonero che mi lascia a livello personale distrutto. Gli auguro con tutto il cuore di diventare uno dei migliori allenatori italiani. È successo a Di Francesco che dopo l’esonero a Lanciano ha visto decollare la sua carriera e lo auguro anche a Roberto. Grazie mille». Si chiude così il legame tra D’Aversa e la Virtus. Un legame iniziato nel 2010 come giocatore e capitano rossonero. Continuato poi per un anno come dirigente e finito da allenatore. L’incarico da tecnico lo aveva ricevuto ufficialmente il 21 luglio 2014. Era il sesto allenatore dell’era Maio dopo Di Francesco, Pagliari, Camplone, Gautieri e Baroni. A pesare sull’esonero - che non era nell’aria visto che i Maio lo hanno sempre difeso e lui stesso aveva detto che non si sarebbe dimesso - anche le contestazioni del pubblico ieri. «D’Aversa vattene via», fischi e insulti piovuti addosso passando sotto la curva. La parola “fine” poi l’ha messa la pesante sconfitta in seguito a scelte tecniche discutibili come quella di inserire Ze Eduardo a centrocampo che camminava o non mettendo Bonazzoli dall’inizio puntando ancora su Padovan prima e Ferrari dopo che finora non hanno fatto grandi cose.
Insomma D’Aversa è stato esonerato e la squadra è stata affidata, per il momento, a Primo Maragliulo, allenatore della Primavera. Fino a quando? Non si sa, segno che è stata una scelta del momento e che non c’è il sostituto pronto, come qualcuno potrebbe pensare. Maragliulo, però, che era arrivato a Lanciano come secondo di Marco Baroni, non ha il patentino per allenare la prima squadra. Accanto avrebbe però Andrea Tarozzi, il secondo di D’Aversa che il patentino ce l’ha. Lo staff dell’ex tecnico pescarese non è stato sollevato dall’incarico. Certo è che Tarozzi è arrivato proprio su invito di D’Aversa che con lui aveva giocato a Terni. Resterà anche senza di lui?
Teresa Di Rocco
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