Primo tempo disastroso il Pescara si sveglia tardi

Dallo 0-3 al 2-3: la reazione dei biancazzurri non basta, fa festa il Bologna
PESCARA. Di nuovo su e giù sulle montagne russe, ma per il Pescara non è stata una serata divertente. Nell’anticipo della terza giornata di campionato, il Bologna passa all’Adriatico per 3-2 e fa tutto nel primo tempo. Al Delfino non basta l’assalto nella ripresa per evitare la prima batosta della stagione. Era andata meglio a Terni.
Baroni crede nelle sue scelte e vara un Pescara inedito. Fuori Pasquato e dentro Lazzari. Questa è la sorpresa. E’ la scelta che spiazza tutti, forse anche lo stesso Pasquato che bene aveva fatto a Terni grazie anche al gol che aveva portato al pareggio dei biancazzurri. Baroni voleva rivedere un Pescara coraggioso e con grande spirito di sacrificio. Beh, dopo lo spettacolo offerto dai biancazzurri nel primo tempo, la sua ugola ha riportato seri danni negli spogliatoi durante l’intervallo. Il Pescara, a parte nei primi minuti, con qualche incursione di Bjarnason e un paio di spunti di Politano e Grillo, finisce nella morsa del Bologna che mette il naso avanti e non si fa più rimontare. Alcune folate interessanti dei biancazzurri, dunque, ci sono state, ma le ambizioni dei pescaresi vengono stroncate dal primo gol dei felsinei. Una sassata da oltre 30 metri di Buchel fa scendere il gelo all’Adriatico. Guana perde l’ennesimo pallone, l’austriaco prende la mira e fa partire un missile di sinistro che si insacca all’incrocio dei pali. Il raddoppio di Acquafresca manda all’inferno il Delfino. Stavolta la frittata la fanno Cosic e Grillo. Il primo sbaglia il rinvio che innesca la ripartenza del Bologna, Grillo perde Cacia ed è di nuovo il serbo, il quale lascerà il campo poco dopo per infortunio, che si fa sfuggire lo stesso bomber rossoblù. Lo stadio è ammutolito, mentre fanno festa i tifosi bolognesi nel settore ospiti.
Ma la mattanza non finisce qui. Passano sette minuti ed ecco che arriva la terza pugnalata del Bologna. Stavolta segna l’altro pupillo di Marco Baroni, Federico Casarini, anche lui inseguito, come Buchel, durante il calciomercato. Anche stavolta è Guana che perde palla e facilita il sinistro a giro dell’ex lancianese. Difesa colabrodo, centrocampo molle e attacco sterile, cosa ci si poteva aspettare da un Pescara così? Ecco un dato allarmante: quattordici palloni persi solo nel primo tempo.
Baroni è un toro infuriato in panchina e al rientro negli spogliatoi mette al muro la squadra. Il Pescara torna in campo con un atteggiamento diverso, come aveva fatto contro la Ternana. Ci pensa Salamon ad innescare il disperato tentativo di rimonta segnando il gol del 3-1: sugli sviluppi di un calcio piazzato dalla trequarti calciato da Politano, stacco deciso dell’ex difensore della Samp che batte Coppola. Politano, Maniero e Bjarnason si svegliano. Baroni (finalmente) tira fuori dalla mischia uno spento ed evanescente Lazzari affidandosi alle giocate e all’estro di Cristian Pasquato.
E’ l’ex juventino che si procura il calcio di rigore, trasformato da Maniero, che porta il risultato sul 3-2. In precedenza un rigore netto per fallo su Politano non viene ravvisato, ma il mediocre Candussio preferisce compensare il tutto inventando un rigore dopo che Coppola, secondo l’arbitro, atterra uno sbilenco Pasquato in area. Bologna in dieci per l’espulsione del portiere, l’assedio del Pescara continua a ritmi forsennati. Baroni vuole pareggiarla e gioca la carta Melchiorri al posto di Guana. Il Pescara è in campo con uno sbilanciato 4-2-4. Il Delfino lotta, sgomita e morde il Bologna che resiste anche grazie alle parate del portiere austriaco Stojanovic. Maniero manca il bersaglio grosso e ci si mette di mezzo pure un palo (su un colpo di testa fortuito di Melchiorri) a negare la gioia del pareggio. Il Bologna passa all’incasso e per il Pescara piovono applausi per la reazione della ripresa. Il giro sulle montagne russe, però, è piaciuto a metà.
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