Procedimento Uefa dopo Serbia-Albania Il ct De Biasi: che paura
ROMA. L’Uefa ha ufficializzato l’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di Serbia e Albania, in attesa che l’organo di Controllo, Etica e Disciplina della Uefa esamini gli incidenti che...
ROMA. L’Uefa ha ufficializzato l’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di Serbia e Albania, in attesa che l’organo di Controllo, Etica e Disciplina della Uefa esamini gli incidenti che si sono verificati martedì durante Serbia-Albania, il prossimo 23 ottobre. La gara, valida per le qualificazioni agli Europei del 2016, è stata sospesa e adesso si attendono le decisioni della Confederazione del calcio europeo.
Gianni De Biasi, ct dell’Albania, in collegamento telefonico con Sky Sport 24 ammette: «Ho avuto paura» e, riguardo ai provvedimenti della Uefa dice: «Credo che ci siano dei precedenti sui quali si può fare giurisprudenza, non ultimo quello avvenuto in Italia proprio contro la Serbia», ricorda De Biasi riferendosi ai fatti di Genova. «In quell’occasione, per un episodio decisamente inferiore, è stata assegnata la vittoria agli azzurri e lì i giocatori non erano stati toccati né attaccati; qui invece sono stati aggrediti da tifosi e steward. Cosa mi aspetto? Giustizia». De Biasi, in attesa delle sentenze che potrebbero essere pesanti, non è preoccupato per l’eventuale gara di ritorno: «Si giocherebbe in un clima sicuramente caldo, ma in condizioni di sicurezza, le stesse che mancavano in Serbia».
I serbi da parte loro parlano di «provocazione» con la bandiera albanese che ha sorvolato il campo con un drone. «Era tutto premeditato», dicono i serbi. Ma una delle tante anomalie di una serata di follia dove è stata presa una partita di calcio a pretesto per esibire davanti al mondo antichi rancori e odi razziali tra due popoli, mai sopiti, è stata anche la presenza martedì sera sul terreno di gioco di Belgrado, durante i dosordini, di Ivan Il Terribile, lo stesso capobanda che ha “diretto” i disordini a Genova, nello stadio Marassi, prima della partita tra Italia e Serbia (gara poi vinta a tavolino dagli azzurri).
Per dare la dimensione di cosa ci fosse dietro una semplice gara di calcio di qualificazione a Euro 2016, i festeggiamenti che hanno accolto la squadra albanese al rientro in patria. Calciatori, dirigenti e tecnici sono stati accolti come eroi.
All'aeroporto di Tirana c'erano almeno 5 mila tifosi, molti giunti anche dal Kosovo, ad accogliere la Nazionale. «Siamo tutti fieri di voi, del gioco e della dignità dimostrata», ha dichiarato il vice premier Niko Peleshi, in una conferenza stampa all'aeroporto, insieme al ministro dello Sport Lindita Nikolli e con a fianco il laziale Lorik Cana, capitano della Nazionale.

