Proger, lo sfogo di Di Cosmo divide la tifoseria biancorossa

CHIETI. Lo sfogo di Di Cosmo, le proteste di Brandimarte contro gli arbitri e l'incertezza sul futuro della pallacanestro a Chieti. La sconfitta di Roseto ha lasciato il segno. Non tanto per il...
CHIETI. Lo sfogo di Di Cosmo, le proteste di Brandimarte contro gli arbitri e l'incertezza sul futuro della pallacanestro a Chieti. La sconfitta di Roseto ha lasciato il segno. Non tanto per il risultato, quanto per quello che è accaduto fuori dal campo. Il presidente della Proger Chieti, Gianni Di Cosmo, è deluso dalla scarsa partecipazione dei tifosi e sta riflettendo sul suo futuro. Le poche presenze al Pala Tricalle (circa 1200 spettatori a partita) e nel derby con il PalaMaggetti e le mancate risposte dalla città potrebbero portare Di Cosmo a lasciare la società a fine stagione. «Non ho ancora preso una decisione», spiega il presidente il giorno dopo il duro sfogo, «sto riflettendo su cosa fare perché questa città non ha capito l'importanza della serie A. D'accordo, i risultati della squadra non sono esaltanti, ma il livello del campionato è altissimo e per Chieti è un lusso confrontarsi con squadre come Treviso, Fortitudo e Virtus Bologna. In altre città più piccole di noi il palazzetto è sempre pieno. Mi auguro che giovedì, contro Recanati, in una partita per noi importantissima per la salvezza, il pubblico ci dia una mano». Le parole di Di Cosmo hanno avuto anche un altro effetto: dividere la tifoseria. Sono numerosi, infatti, i messaggi legati all'argomento pubblicati sui social network. «Condivido in pieno le affermazioni del presidente», scrive un utente. «E' stata aperta una polemica inopportuna e dannosa», ribatte un altro; «Adesso è il momento di stare tutti uniti». Intanto, la sconfitta al fotofinish nel derby non è andata giù al direttore sportivo Guido Brandimarte che punta il dito contro alcune decisioni arbitrali. «Dispiace fare tanti sacrifici e vedere tutto vanificato da una conduzione arbitrale scandalosamente casalinga», spiega Brandimarte. «Tre arbitri inadatti ad arbitrare davanti ad un pubblico di 4.000 persone e che per tutto l'incontro hanno accusato la pressione del tifo di casa. Nel finale si è poi sfiorato il ridicolo: sul 70-70 su tre nostre penetrazioni ci sono stati contatti evidentissimi ignorati mentre a noi venivano sistematicamente puniti. Di Paolantonio e Amoroso sono stati richiamati ufficialmente e, pur continuando a protestare, non sono mai stati sanzionati. Sherrod si è buttato a terra in maniera plateale per protestare senza prendere tecnico e invece qualche attimo più tardi, dopo un fallo netto su Mortellaro, la protesta civile del nostro capitano Sergio è stata punita con un fallo tecnico. Sull'ultima azione, poi, mentre a Piccoli veniva fischiato un passi che non è visibile neanche con le immagini al rallentatore, a Sherrod era permessa una passeggiata chilometrica che decideva la partita. Gli errori arbitrali ci stanno», conclude Brandimarte, «ma quando vanno in una sola direzione sono inaccettabili. Vogliamo arbitri all'altezza della situazione».
Giammarco Giardini
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