Proietti sogna la serie A con il Pescara

L’ex centrocampista del Bassano: «E’ un obiettivo sempre presente nei nostri pensieri. Zeman? Mai lavorato così tanto»
PESCARA. La fatica passa in secondo piano quando in ballo c’è il proprio futuro. Dopo tanta gavetta è arrivata la grande chance. Mattia Proietti è cresciuto nella Juventus ammirando il mito Alex Del Piero e studiando Claudio Marchisio. Dodici anni per imparare e attendere un’occasione per il grande salto. Quando ha capito che per lui non c’era posto, dopo vari prestiti il 25enne torinese ha chiesto di essere ceduto a titolo definitivo al Bassano. E nelle 6 stagioni giocate con il club veneto è diventato uno dei migliori centrocampisti della Lega Pro.
Così, ha accettato la proposta (4 anni di contratto) di trasferirsi a Pescara e, prima dell’arrivo, il suo ex allenatore, il pescarese Luca D’Angelo, e l’ex biancazzurro Michele Baldi (allenava la Berretti del Bassano) gli hanno dato qualche consiglio. Per un esordiente in serie B sarà fondamentale partire con il piede giusto. Ecco perché il play maker biancazzurro si è presentato a Rivisondoli tirato a lucido. Si è concesso solo qualche giorno di vacanza a Formentera. Per il resto, si è sempre allenato seguendo anche una dieta mirata stilata da una nutrizionista.
Proietti, facciamo un bilancio dopo quasi due settimane di ritiro?
«Stiamo lavorando tanto e non ci sono particolari problemi. Al momento direi che è tutto molto positivo. Siamo sulla strada giusta».
Aveva mai sudato così tanto?
«Mi avevano parlato della preparazione di Zeman e sapevo che sarebbe stata dura. Ora, avendola provata in prima persona, devo dire che è davvero faticosa. Ammetto di non aver mai lavorato così tanto nel corso della mia carriera, però sono tutti sacrifici che serviranno durante la stagione».
Cosa ci dice su Zeman?
«Non è un allenatore di tante parole, come si può facilmente intuire anche guardandolo in televisione. In questi giorni ci sta trasmettendo i suoi concetti e speriamo di apprenderli in fretta».
Lei fa il play maker, un ruolo chiave negli schemi di Zeman. È pronto per prendere in mano il centrocampo?
«Di sicuro per il suo modo di intendere il calcio il mediano basso o regista ha grandi responsabilità. Ed io accetto questa sfida perché si tratta di una grande opportunità per la mia crescita e per la mia carriera. Non vedo l’ora che inizi il campionato».
Che gruppo ha trovato in ritiro?
«Nonostante sia molto numeroso è uno spogliatoio molto sano. Andiamo tutti d’accordo, ridiamo e scherziamo anche al termine degli allenamenti la stanchezza non ci permette di essere in grande forma fuori dal campo».
Il Pescara le sembra una squadra in grado di lottare per la promozione?
«Per storia e blasone siamo obbligati a provarci. L’obiettivo è quello di stare più in alto possibile per raggiungere un traguardo di cui nessuno parla, ma che è sempre presente nei nostri pensieri».
Ha avuto poco tempo per visitarla, ma quale è stato il primo impatto con Pescara?
«Molto positivo. Ho fatto un giretto prima della partenza per Rivisondoli. Pescara è una città bellissima e avrò modo di scoprirla nelle prossime settimane. Poi c’è il mare che la rende ancora più affascinante. E per me che sono nato a Torino è un fattore importante».
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