Promozioni e retrocessioni ecco i criteri per i verdetti

Castelnuovo, L’Aquila e Casalbordino pronti a festeggiare il salto di categoria
PESCARA. Sarà un’estate calda anche per i dilettanti. Tanti i nodi da sciogliere per il futuro legati all’evolversi dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Innanzitutto c’è bisogno di un atto del consiglio federale (forse il 20 maggio) che certifichi quello che già tutti sanno. Ovvero che i campionati non riprenderanno e le classifiche saranno congelate al momento dello stop per pandemia, il primo marzo scorso. Dopodiché andranno individuati i criteri per stabilire i verdetti. Sì, perché ci saranno, a differenza di quanto accaduto nel basket e della pallavolo in cui si ripartirà con la situazione attuale. Senza promozioni e retrocessioni. Il calcio, invece, stabilirà un criterio per cui qualcosa cambierà. Non a caso, ha chiesto e ottenuto dal Governo quella norma inserita nel Decreto Rilancio grazie alla quale avrà la possibilità di rivedere le norme di organizzazione dei campionati e i gradi di giudizio della giustizia sportiva saranno ridotti. Aboliti i primi due gradi. I ricorsi potranno essere indirizzati al Collegio di Garanzia del Coni. E poi, eventualmente, al Tar del Lazio e, successivamente, al Consiglio di Stato. Saranno abbreviati i tempi. Appunto per evitare di compromettere anche la prossima stagione.
Il presidente della Figc vorrebbe che i verdetti maturassero sul campo laddove è possibile. Ovvero nei campionati professionistici. Conta di far ripartire i campionato di serie A e B e spera che la serie C completi i verdetti con i play off e i play off, se possibile. E non ha digerito la proposta della Lega Pro, quella con la quale si propone quattro promozioni, ma si chiede il blocco delle retrocessioni. Gravina vuole che anche la Lega Pro partecipi al meccanismo di sali e scendi del sistema calcistico. E probabilmente indurrà il presidente Ghirelli a rivedere le posizioni espresse nell’assemblea. Che potrebbero interessare il Teramo nel caso si decidesse di fare i play off previsti dal regolarmente.
E il dilettanti? La serie D, di certo, promuoverà le prime di ogni girone. Quindi, il Matelica nel girone F. Ma l’orientamento è quello di decretare comunque delle retrocessioni. Di solito sono quattro, di cui due dirette e altrettante al termine dei play out. Bisognerà vedere quale criterio adottare, ma comunque ci saranno delle retrocessioni. Una? Due? Di più. Si vedrà. Nel frattempo, tremano il Chieti, penultimo, e l’Avezzano, quart’ultimo.
Per quanto riguarda l’Eccellenza, i meccanismi saranno stabiliti dalla Lega Nazionale Dilettanti (si riunirà il 22 maggio), a Roma, previa consultazione dei comitati regionali. Ma il criterio sarà unico per tutte le regioni. L’Abruzzo farà quello che faranno anche gli altri comitati. Non deciderà da sola. Si va verso la promozione della prima classificata, nel caso dell’Abruzzo il Castelnuovo che ha dominato il campionato. Di certo, ci sarà una retrocessione, quella del Paterno, il cui ritorno in Promozione è certificato anche dalla matematica. Per le altre due bisogna vedere. Lo stesso dicasi in Promozione: L’Aquila e il Casalbordino hanno dominato i rispettivi gironi e saranno premiati con il salto di categoria. Ci saranno anche le retrocessioni, bisogna vedere quante. Qualunque sia la decisione è facile che ci siano scontenti e malumori. Che si potranno tramutare in ricorsi per i quali la Figc si è premunita accorciando i tempi. Le seconde classificate (e a seguire le terze, le quarte ecc.) saranno tenute in debita considerazione in caso di ripescaggi. Potrebbe essere il caso del Lanciano in Eccellenza che non farà i play off, ma potrebbe essere preso in considerazione nel caso si liberasse qualche posto in serie D. Lo stesso concetto vale a cascata per gli altri campionati, a maggior ragione quelli a carattere territoriale. Fermo restando, che in federazione c’è ansia e apprensione per verificare quante società resisteranno alla crisi da coronavirus. È vero che la Lega Nazionale Dilettanti farà di tutto per agevolarle in fase di iscrizione, ma ci sono già dei club che hanno fatto capire di non avere la forza economica e organizzativa per ripartire.
Il futuro. Già, ripartire. Mica facile! I tempi si dilateranno, è inevitabile. Per almeno due motivi: uno per permettere a quante più società di iscriversi e due per consentire di mettersi in regola con i protocolli sanitari che la federazione metterà punto.
Quanti avranno la forza di andare avanti? Impossibile stabilirlo, perché non si conoscono le condizioni. I tempo della ripartenza della nuova stagione saranno posticipati almeno di un mese. E anche i nuovi campionati avranno formule riviste per stare dentro ai tempi e cercare di non compromettere anche la stagione successiva.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

