«Pronti a ripartire, ma adesso è presto»

6 Aprile 2020

Il difensore: il Pescara dovrà tirare fuori gli artigli per salvarsi

PESCARA. «Ci sono troppe vittime ogni giorno, ora non ha senso parlare di ripresa dei campionati». Gennaro Scognamiglio è in totale sintonia con gli altri calciatori del Pescara. L’ipotesi di ripartire con gli allenamenti a fine mese e le partite intorno al 20 maggio non lo convince affatto, solo quando il virus verrà debellato si potrà studiare il programma per chiudere la stagione. Il 32enne di Castellammare di Stabia parla anche del cammino stentato dei biancazzurri che non sono riusciti a trovare una precisa identità. Troppi alti e bassi durante il torneo, un rendimento inferiore alle attese condizionato anche dai tanti infortuni.
Scognamiglio, il campionato volgerà al termine?
«Oggi è fuori luogo pensare al ritorno in campo. So che intorno al calcio gravitano molti interessi, ma in questo momento in ballo c’è la vita della gente. Se la situazione migliorerà sensibilmente potremo programmare il ritorno alla normalità, altrimenti bisognerà annullare tutto e ricominciare nella prossima stagione. A Pescara la situazione è relativamente tranquilla, però ci sono dei posti dove la ‘guerra’ è ben più cruenta. Pensiamo ai giocatori della Cremonese, come faranno ad allenarsi in un clima di serenità?».
Il Benevento rivendica la serie A e a breve altri club chiederanno di essere tutelati. Come la mettiamo?
«Andrà trovata la soluzione più giusta. Non sarà facile, qualsiasi decisione scontenterà qualcuno, però dovremo accettare i verdetti. Sul Benevento nessun dubbio, merita la promozione».
Come vive la quarantena?
«Al mattino mi alleno seguendo le indicazioni del preparatore Cantarini in videochat. Sono rimasto a Pescara con moglie e figli, una femminuccia di un anno e un maschietto di quattro. Il più grande ha percepito qualcosa e chiesto spiegazioni. Gli ho detto la verità: c’è un virus pericoloso per le persone e bisogna restare a casa, lui ha capito. Passiamo le giornate giocando e guardando i cartoni animati, con due bambini è necessario inventarsi sempre qualcosa. Esco solo per fare la spesa, qualche volta sono andato di sera, verso le 20, è triste vedere Pescara deserta, ma l’unica cosa da fare è restare a casa il più possibile».
Quando tutto finirà, come sarà il clima allo stadio?
«All’inizio sarà dura, quasi sicuramente giocheremo a porte chiuse. Il pubblico tornerà gradualmente sugli spalti, non sarà semplice ritrovarsi uno accanto all’altro. Ci vorrà tempo, poi tutto tornerà come prima».
Cinque sconfitte in sei gare prima dello stop. Se si ripartirà il Pescara dovrà cambiare marcia.
«Negli ultimi tempi abbiamo sofferto. È vero, avevamo l’infermeria piena, però solo le assenze non possono giustificare le prestazioni deludenti. Quando il torneo riprenderà servirà maggiore cattiveria agonistica per invertire la rotta».
Come si spiega un cammino così altalenante?
«Quando i risultati non arrivano c’è il rischio di perdere sicurezza e consapevolezza della propria forza, forse è successo questo. Al rientro in campo dovremo tirare fuori gli artigli per conquistare la salvezza».
Zero gol all’attivo, sa che non le succede da dieci anni?
«Ci sono andato vicino parecchie volte e non sono stato fortunato. È pur vero che in generale quest’anno non stiamo sfruttando a dovere i calci piazzati, dobbiamo migliorare».
In compenso, con il 76,19% di successo nei duelli difensivi è il quarto miglior giocatore della B in questa speciale classifica.
«Mi fa piacere, ma come difensore non posso essere soddisfatto. Troppi gol subiti, anche se ne abbiamo realizzati tanti. Siamo una squadra molto offensiva che fa un po’ di fatica a difendere».
Giovanni Tontodonati
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