Protocollo e tv, parte il conto alla rovescia

Oggi il consiglio della Lega A deve proporre la data per la ripartenza, ma sarà decisivo il vertice di giovedì con Spadafora
ROMA . L'incertezza sta per finire. Giovedì, nella riunione convocata dal ministro per lo Sport con la Figc e la Lega serie A si deciderà finalmente se il campionato di calcio fermato a marzo dalla pandemia potrà riprendere e soprattutto quando, tra il 13 e il 20 giugno. Molti dei tasselli necessari per ricomporre il puzzle della complicata scelta sono andati al loro posto, altri però ancora mancano e nelle prossime ore andranno aggiunti. Il protocollo sanitario per le partite è in approvazione e non dovrebbe creare intoppi, ma da parte dei calciatori restano perplessità su molti aspetti, di sicurezza ed economico-normativi, della ripartenza, e resta sul tavolo anche la questione dei diritti tv, dall'idea di proporre il campionato almeno in parte in chiaro alle rate dei broadcaster ancora sospese.
Del delicato e finanziariamente vitale problema discuterà oggi il consiglio di Lega, che dovrà valutare l'atteggiamento da tenere nei confronti di Sky, Dazn e Img, che non hanno pagato l'ultima rata dei diritti e chiedono sconti per la prossima stagione. Ci sono diverse correnti: una parte delle società spinge per mettere subito le tv con le spalle al muro; altre, prima del decreto ingiuntivo, chiedono di attendere pochi giorni, per capire se si ricomincerà.
La novità è la proposta messa sul tavolo dal ministro Vincenzo Spadafora per una sorta di “diretta gol” sul modello tedesco: l' esperienza in Bundesliga è durata due giornate, concentrata su un piccolo gruppo di partite giocate in contemporanea. Un modello, insomma, che presenta una obiettiva difficoltà se le partite della serie A si giocheranno, come sembra, in un arco orario molto ampio ma da parte governativa si auspica, sul tavolo dell'incontro di giovedì, una soluzione da parte della Lega che possa essere di aiuto sul fronte dell'ordine pubblico, e che magari rappresenti un colpo d'ala da parte dei club per reagire ad una fase di “appannamento” della loro immagine, viste anche le proteste dei tifosi. Altro tema caldo è il calendario, con due ipotesi per il turno inaugurale. Fra i club c'è chi, per armonizzare subito la classifica anche nell'eventualità di un nuovo stop, spinge per cominciare, il 13 giugno, con i recuperi della 25ª giornata, (Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino-Parma). E chi invece vuole rispondere alla grande attesa degli appassionati con le dieci partite della 26ª giornata, il 20 giugno, per poi recuperare la 25ª immediatamente dopo con un turno infrasettimanale. Su questo, così come sul piano B con play off e play out, il Consiglio di Lega di oggi dovrebbe dare una indicazione su cui poi si esprimerà l'assemblea, probabilmente la settimana prossima. L'idea è di giocare nei fine settimana (venerdì, sabato, domenica e qualche lunedì) e nell'infrasettimanale martedì, mercoledì e giovedì. Dopo tanto digiuno, arriverà la serie A no-stop, che non piace ai calciatori: «L'orario delle 16,30 per le partite estive è sbagliato e siamo contrari. Inoltre giocare ogni tre giorni sottopone a rischi maggiori da un punto di vista fisico, oltre alle criticità legate alla quarantena forzata, nel caso di una positività, prevista tuttora nei protocolli» afferma il vicepresidente dell'Aic, Umberto Calcagno.
Angelo Caradonna

