Putin fa mea culpa: via libera ai russi “puliti” alle Olimpiadi

7 Dicembre 2017

MOSCA. Prima la rabbia e l'indignazione, col web russo infiammato dalla campagna favorevole al boicottaggio 'NoRussiaNoGames' e i boatos dei politici più scalmanati, poi la rassegnazione. A vestire...

MOSCA. Prima la rabbia e l'indignazione, col web russo infiammato dalla campagna favorevole al boicottaggio 'NoRussiaNoGames' e i boatos dei politici più scalmanati, poi la rassegnazione. A vestire i panni del poliziotto buono ci ha pensato lui, il “presidentissimo” Vladimir Putin. Che proprio ieri ha annunciato di voler correre per il quarto mandato alle elezioni del prossimo 18 marzo. Gli atleti che «vorranno partecipare» alle Olimpiadi invernali del 2018, annuncia Putin, «potranno farlo» anche se dovranno gareggiare con le insegne neutrali. Per la Russia, come ha detto lo stesso presidente in ottobre, è uno smacco. Ma a questo punto rincarare la dose sarebbe forse persino controproducente. Tanto più che lo “zar” si è prodotto in un insolito - per quanto parziale - mea culpa. Se si è arrivati alla squalifica è anche «a causa della Russia» perché con lo scandalo del doping ha offerto «un pretesto» a chi non aspettava altro per politicizzare le Olimpiadi. La dura risposta del Comitato Olimpico allo scandalo del doping è però «sleale» poiché «nessun sistema giuridico al mondo prevede la «responsabilità collettiva». E perché il Cio non ha emesso un «verdetto definitivo» sul presunto programma di doping di Stato per sbancare i giochi di Sochi 2014.