Andrea Palazzi, mezzala del Pescara

Qualità e quantità, Palazzi strega Zeman e studia Verratti  

Il 21enne è l’equilibratore del Pescara che ha come idolo la stella del Psg. All’orizzonte 4 gare in 15 giorni per il decollo

PESCARA. L’equilibratore biancazzurro. Andrea Palazzi si sta rivelando più utile del previsto. Il centrocampista è rientrato a Parma dopo un mese di stop per una lesione muscolare alla coscia. Il 21enne milanese è tornato in campo al Tardini è la differenza rispetto alle precedenti partite si è vista. Il baby cresciuto nell’Inter ha dimostrato di poter ricoprire il ruolo di mezz’ala destra in maniera impeccabile.
Corsa e qualità miscelate alla perfezione. La sua presenza ha dato molto più equilibrio tattico in mezzo al campo. Palazzi corre sulle orme di Verratti. Sì, proprio così. Il folletto di Manoppello è l’idolo del classe 1996 di proprietà dell’Inter e spera di ripercorrere la sua carriera. Le caratteristiche sono simili, anche se il talento è differente, ma Palazzi spera che Zeman possa aprirgli le porte del grande calcio, come accadde con Verratti, nel 2012. Classe 1996, la mezz’ala di Zeman è arrivato in prestito dall’Inter e quest’anno vuole recitare un ruolo da protagonista. «Io sulle orme di Verratti? Non scherziamo», disse durante il ritiro, il centrocampista cresciuto nell’Inter, ma milanista fin da bambino. Di Verratti, Palazzi, ha già la maglia che il folletto di Manoppello gli ha donato alla fine di una gara amichevole tra l’Inter e il Paris Saint Germain. «È un stato un vero onore», ha raccontato il centrocampista biancazzurro durante il ritiro di Rivisondoli.
Il 21enne scuola Inter sabato ha preso il posto di Mamadou Coulibaly, che da una decina di giorni ha un problema al ginocchio, e probabilmente Zeman non gli toglierà più il posto nell’undici titolare, data la probabile assenza del senegalese anche per la prossima gara contro l’Avellino. Il 18enne, infatti, ieri non si è allenato, sottoponendosi solo a delle sedute di fisioterapia. Ancora differenziato per Bovo e Cappelluzzo, anche loro in dubbio per sabato.
Quella con gli irpini per i biancazzurri sarà la prima di quattro sfide nell’arco di 15 giorni. Quattro appuntamenti da non fallire, un vero esame per capire le ambizioni della squadra di Zeman. Si partirà sabato, contro gli i lupi biancoverdi, poi martedì sera, il 24, trasferta difficilissima nella tana della corazzata Empoli, guidata dal Vincenzo Vivarini, originario di Ari, ed ex allenatore del Pescara. Quattro giorni dopo, sabato 28, all’Adriatico sarà di scena il Brescia del nuovo allenatore Pasquale Marino, anche lui ex tecnico dei biancazzurri. L’ultima, poi, il 4 novembre, quando la squadra di Zeman ospiterà la capolista Palermo, altra big del campionato di serie B dove lavora il ds pescarese Fabio Lupo.
Dunque, nel giro di due settimane il Pescara ha la possibilità di mandare un messaggio ben preciso ai naviganti, rompendo gli indugi, arpionando le prime posizioni e, perchè no, la vetta della classifica. È un Pescara di Zeman 2.0, meno spettacolare ma estremamente cinico. La difesa è diventata un bunker, un segnale interessante visto che le grandi squadre vincono campionati anche grazie alla solidità del pacchetto arretrato.
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