Quell’amichevole del 1930 nel segno della scuola danubiana

27 Settembre 2014

LANCIANO. Josef Uridil ha smesso di giocare nel 1927, ma nel 1999 i tifosi del Rapid Vienna lo hanno ugualmente eletto centravanti della loro squadra ideale del secolo. Considerato a ragione uno dei...

LANCIANO. Josef Uridil ha smesso di giocare nel 1927, ma nel 1999 i tifosi del Rapid Vienna lo hanno ugualmente eletto centravanti della loro squadra ideale del secolo. Considerato a ragione uno dei grandi del calcio austriaco, Uridil ha avuto modo di disputare anche una partita con la maglia della Virtus Lanciano: un’amichevole che nella primavera del 1930 oppone i frentani al Bari sul vecchio campo degli Sports, allora casa dei galletti. È questa la prima sfida tra i due club prima di quelle in serie B, quando Uridil è l’allenatore dei biancorossi e la Virtus è alle prese con una doppia trasferta in Puglia, tra Acquaviva delle Fonti e Taranto.

All’epoca era più comodo ed economico restare fuori un’intera settimana piuttosto che fare su e giù dall’Abruzzo, e dopo la gara con l’Acquavivese si combina l’incontro grazie anche alle comuni origini dei due tecnici. Sulla panchina lancianese c’è infatti l’ungherese Antal Mally, “quasi” connazionale di Uridil, poiché entrambi nascono quando Vienna e Budapest sono le capitali dell’Impero Austroungarico. Tutti e due inoltre crescono calcisticamente in tempi in cui per l’Italia del pallone la scuola danubiana è una fucina di maestri: ancora nel 1929-30, quando serie A e B si giocano per la prima volta a girone unico, su 36 squadre ben 27 panchine sono affidate ad allenatori nati sotto gli Asburgo.

La Virtus è uscita con qualche acciaccato dalla partita ad Acquaviva, e così per completare l’undici nell’amichevole col Bari si ricorre ai due tecnici. Sono tempi in cui di chilometri in mezzo al campo non se ne fanno troppi, ma i piedi buoni dalla metà campo in su sono indispensabili. Mally e Uridil, rispettivamente 40 e 35 anni, in patria hanno giocato ai massimi livelli quando il football danubiano era e più evoluto del nostro. Il trainer della Virtus si schiera ala destra e il collega interno destro: «Mally e Uridil formarono un duo magnifico», sottolinea una cronaca dell’incontro.

In questo periodo il Bari milita in B, pronto a conquistare la promozione in A nella stagione seguente. Di contro la Virtus è una buona squadra di terza serie rinforzata da due “vecchietti” di categoria superiore, e in una partita verosimilmente giocata al piccolo trotto riesce ad avere la meglio. Finisce 3-1 per i frentani, con i due danubiani sugli scudi: dopo il gol del vantaggio segnato dal capitano lancianese Ricciuti, è proprio Uridil a raddoppiare, mentre la terza rete viene siglata da Righi su «cross mirabile di Mally». A fine campionato entrambi i due danubiani cambiano aria, confermandosi però due giramondo: Uridil tornerà in Italia per i Mondiali del 1934 da tecnico della Romania, Mally allenerà ancora con buoni risultati in terza serie prima di guidare l’Estonia, e tutti e due riscuoteranno ancora gli elogi della critica quando, per l’assenza di qualche giocatore, saranno costretti a fare di necessità virtù rispolverando gli scarpini.

Andrea Rapino

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