«Questo Roseto mi piace, Person e Pierich super»

20 Settembre 2018

Pallacanestro A2, l’allenatore D’Arcangeli traccia un bilancio degli Sharks:  «La squadra è cresciuta tanto». In gruppo anche il pivot macedone Simonovic

ROSETO. Archiviate le gare del “Trofeo Lido delle Rose”, il Roseto Sharks si è trasferito a Roma, per consentire ai più giovani di seguire le lezioni scolastiche: nel frattempo, si andrà avanti con gli allenamenti nelle strutture della Stella Azzurra, badando anche a recuperare per bene capitan Bushati, alle prese con qualche problema alla schiena, cosa che ne ha ultimamente ridotto l’utilizzo. Ieri è arrivato nella capitale l’ultimo giocatore del roster di quest’anno, il macedone Marko Simonovic, pivot di 212 centimetri, fino a martedì impegnato con la nazionale maggiore: un’aggiunta importante, visto che si tratta di un giocatore già sotto la lente degli scout più importanti d’Europa, essendo un probabile candidato al prossimo draft Nba, con gli addetti che lo considerano tra i 5 migliori giocatori europei classe 1999.
Coach Germano D’Arcangeli, ha raccontato con soddisfazione lo stato della sua squadra: «Peccato aver perso la finale del torneo Lido delle Rose contro Scafati, ma devo dire che di rimpianti non ne ho: in campo abbiamo fatto tante cose belle, ma abbiamo anche preso certi canestri per loro bravura, penso soprattutto a certe azioni di Thomas nei primi due quarti. Poi siamo andati sotto perché abbiamo smesso di fare canestro: e lì puoi difendere quando vuoi, ma non ce la fai contro una squadra costruita per primeggiare».
Per un Bushati condizionato da qualche acciacco, ha avuto un Pierich super: «Ha caratteristiche offensive incredibili, sono sicuro che i suoi compagni si gioveranno della sua capacità di aprire il campo. Contro Scafati nel finale non l’ho rimesso prima, perché non potevo chiedere al nostro primo violino di pressare e raddoppiare per 10 minuti». Nikolic un po’ sottotono contro Latina: «È vero, ma in finale è andato meglio, pur avendo un fastidio al ginocchio: ma lui non è un play di quelli che fa tanti punti, piuttosto uno che pressa per tutto il match, che fa assist, aiuta a rimbalzo e ne mette una decina. Ha solo 19 anni ed un ruolo importante: deve mettere gli altri in connessione, per far segnare le nostre bocche di fuoco».
Chi ha iniziato a segnare tanto è lo statunitense Person: «Lui gestirà tanti possessi proprio grazie a Nikolic. E’ un rookie, per cui avrà gare dove farà molto bene ed altre dove sarà meno brillante. Mi piace moltissimo perché è sereno ma combatte, parla poco ma sa prendersi le sue responsabilità. All’inizio ho avuto qualche piccola perplessità, ma in queste ultime uscite l’ho visto migliorare, facendo cose per lui nuove in difesa, segno evidente di intelligenza». I tifosi rosetani hanno eletto Pené a beniamino: «Lui è il figlio che tutti vorremmo avere, logico che a Roseto se ne siano già accorti. Ma come per Eboua e Panopio, è solo un ragazzo: ricordiamocelo quando sarà meno brillante, perché ha solo 16 anni e qualche volta può strafare», conclude il coach. La squadra tornerà a Roseto domani pomeriggio, per poi partecipare al “Trofeo Unibasket” di Pescara con Giulianova e Napoli.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.