Radiogol, giornalismo e calcio d’altri tempi

Domani a San Giovanni Teatino la presentazione dei racconti di Riccardo Cucchi, ex giornalista Rai
PESCARA. Radiogol coniuga passione per il calcio e arte della professione del giornalismo. Racchiude una vita trascorsa sulle tribune dei campi di calcio dando voce al pallone che rotola. È il racconto dietro le quinte di una trasmissione radiofonica, Tutto il calcio minuto per minuto, che ha fatto la storia della Rai a partire dagli anni Sessanta. È un libro (269 pagine, edito da Il Saggiatore, in vendita al prezzo di 18 euro) che Riccardo Cucchi ha scritto al termine di una carriera passata seguendo serie A, Olimpiadi e campionati del mondo. Emozioni, retroscena, racconti e curiosità di un calcio che probabilmente non c’è più. Oggi esiste la tv che brucia tutto e subito, un tempo c’era la radio. E c’erano le voci di Nicolò Carosio, Enrico Ameri e Sandro Ciotti che descrivevano partite ed eventi, alimentando la fantasia di chi era all’ascolto. Un solo imperativo per chi, come Cucchi, è stato allievo della scuola dei grandi radiocronisti di un tempo: le parole non vanno mai sprecate, ma distillate in ossequio all’avvenimento da descrivere. Equilibrio, professionalità e l’obbligo di far sì che il protagonista sia sempre l’evento, non chi lo narra.
Riccardo Cucchi passa in rassegna 35 anni di calcio e radio e la lettura rappresenta un piacere ritorno al passato per chi ha vissuto un’epoca in cui le parole più che le immagini facevano godere o disperare il tifoso e il semplice appassionato. Il giornalista romano, tra l’altro, narra delle mitiche camicie di Sandro Ciotti e di una partita della Nazionale in Ucraina commentata a Kiev con Ezio Luzzi sotto la neve, all’aperto. Nel libro dichiara la sua fede calcistica per la Lazio e racconta di essere cresciuto con il mito dei grandi radiocronisti. Descrive quello che da bambino era un sogno e che da grande è diventato il suo lavoro. Gli studi e l’apprendistato, l’esame alla Rai e la prima destinazione alla sede di Campobasso. Da dove realizza la prima radiocronaca descrivendo il gol partita di un giovane Nicola D’Ottavio (oggi stabilitosi a Pescara) centravanti dei rossoblù molisani che condanna alla sconfitta la Fiorentina vice campione d’Italia di Daniel Passarella nel lontano 22 agosto 1982. La penna di Cucchi è elegante e accattivante anche nel raccontare i due scudetti della sua Lazio: il primo vissuto in curva all’Olimpico con il transistor all’orecchio e il commento di Ameri e l’altro raccontando Perugia-Juventus che ha consegnato il tricolore ai biancocelesti. La sua voce colonna sonora di un evento inatteso per i tanti tifosi biancocelesti che a Roma aspettavano la fine della famosa partita giocata sotto il diluvio e arbitrata da Pierluigi Collina per dare sfogo a una gioia irrefrenabile. E poi l’emozione nel sapere che il figlio in curva all’Olimpico attendeva la parola fine di una gara raccontata dal padre. Per non parlare dell’orgoglio provato il 9 luglio del 2006 a Berlino, quel “campioni del mondo” gridato a squarciagola con l’enfasi che solo Ameri si era potuto permettere nel 1982. Questo e altro nel libro del 66enne giornalista romano che domani pomeriggio alle ore 18 sarà al Centro d’Abruzzo-Ipercoop, nell’ambito della rassegna di libri denominata “A tu per tu con l’autore”, a San Giovanni Teatino. A incalzarlo su Radiogol e sui temi d’attualità legati al mondo del calcio e dell’informazione ci sarà Antonio Monaco, giornalista della Rai.
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