Ragusa, il grande ex che vuole giocare in A

Quattro reti nelle prime tre gare di campionato, è a digiuno da 2 mesi Le sue accelerazioni fecero innamorare il pubblico dell’Adriatico
PESCARA. Di nuovo lui sulla strada del Pescara. Il grande ex Antonino Ragusa, uno dei punti di forza del Cesena. Quattro gol nelle prime tre gare di campionato, un lungo digiuno (non segna dallo scorso 19 settembre), ma un sfilza di prestazioni convincenti nel 4-3-3 di Massimo Drago. Negli ultimi tempi, a causa della penuria di attaccanti (Rosseti, Djuric e Ciano ko), è stato costretto agli straordinari. Addirittura, nell’ultima gara a Vicenza ha ricoperto il ruolo di punta centrale. E non è escluso che questa sera Drago lo piazzi di nuovo in quella posizione. Di sicuro, se dovesse tornare al gol non esulterà «per rispetto nei confronti dei tifosi e della città», come disse l’anno scorso quando giocava nel Vicenza, avversario del Delfino nella semifinale play off. Quella doppia sfida l’avrebbe dovuta giocare con la maglia biancazzurra, invece la permanenza in Abruzzo saltò a causa delle sue (giustificate) ambizioni. Al termine della stagione 2013-14, infatti, Ragusa era in comproprietà tra Pescara e Genoa che decisero di prolungare l’accordo per un altro anno facendolo restare in Liguria. Il 25enne di Taormina voleva giocarsi la chance in A alla corte di Gianpiero Gasperini che durante il ritiro valutò le sue potenzialità. Poi accadde l’imprevisto. Negli ultimi giorni del calciomercato il patron rossoblù Enrico Preziosi comprò altri due attaccanti restringendo gli spazi per Antonino che proprio il 31 agosto 2014 abbandonò il sogno serie A aprendo ad un ritorno tra i cadetti. A quel punto, per tutti i club (Pescara compreso) non c’erano i tempi tecnici per chiudere la trattativa, eccetto il Vicenza che dopo il ripescaggio ebbe una proroga fino al 15 settembre. Così, Ragusa finì in prestito ai biancorossi ritrovando Pasquale Marino.
«Se qualcuno», spiegò poi Ragusa, «mi avesse detto prima che a Genova non avrei trovato spazio, sarei tornato. Tra le squadre di B il Pescara resta la mia preferita». In Veneto iniziò il torneo alla grande, ma il 25 ottobre a Catania si ruppe il legamento crociato tornando in campo dopo cinque mesi. A fine campionato, lo scorso giugno, il Genoa ha risolto a suo favore la compartecipazione versando al Pescara circa 700mila euro. Poi Ragusa è passato al Cesena a titolo definitivo firmando un contratto triennale. Nel 2012-13 con il Delfino segnò 9 reti (record in carriera), delle quali 8 nel girone di andata dove fu il protagonista indiscusso. Le sue accelerazioni fecero innamorare i pescaresi. Nella seconda parte della stagione il suo rendimento crollò insieme a quello di tutta la squadra. Antonino non ha mai abbandonato il desiderio di giocare in A. Ci riproverà quest’anno col Cesena, ma dovrà fare i conti, ancora una volta, con il Pescara. (g.t.)
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