Rajola: Amatori carica, sfruttiamo il momento

Il coach: «Meno egoismi e più complicità, così il gruppo è cresciuto»
PESCARA. Carico è dire poco. Stefano Rajola - protagonista della diretta Facebook di ieri disponibile su www.ilcentro.it - non vede l’ora che arrivi domenica per la gara tre della finale play off di serie B tra la sua Amatori e la Virtus Arechi Salerno. Serie sull’1-1, grazie al successo dei biancorossi martedì a Salerno.
Coach Rajola, psicologicamente siete favoriti?
«Le serie al meglio delle cinque partite sono suscettibili di variazioni di umore da una gara all’altra. Adesso sì, siamo avanti noi, ma dobbiamo monetizzare questo vantaggio».
Come sta l’Amatori?
«Bene, la verità è che stiamo bene insieme».
Che cosa significa?
«Che i ragazzi hanno imparato come comportarsi all’interno di un gruppo vincente».
Sia più chiaro.
«C’è maggiore complicità. Non ci sono più egoismi. C’è la voglia di aiutare il compagno a costo di mettere in discussione il singolo. Avverto una buona sensazione».
In pratica c’è quello che è mancato durante una fase del girone di ritorno?
«Diciamo che finalmente si sono determinati i giusti equilibri all’interno del gruppo e in mezzo al campo si vede».
Come?
«La squadra risponde alle sollecitazioni del tecnico. È una scheggia. Mi dà soddisfazioni».
A Salerno l’avete vinta grazie alla grande intensità che avete messo nell’arco della gara.
«Abbiamo spalmato i minuti su tutti i giocatori. Magari giocano qualche minuto in meno, ma la prestazione è migliore sul piano qualitativo».
Che cosa è cambiato?
«Il merito è dei ragazzi, hanno mostrato una disponibilità totale e ora stanno raccogliendo i frutti».
Potì sembra essere cresciuto sul piano caratteriale, è lui il trascinatore?
«Potì in crescita come lo è tutto il gruppo. Stiamo bene».
Sul piano tattico come si vincerà la gara di domenica?
«Bella domanda. Diciamo che certe scelte finora hanno pagato, ma possono essere perfezionate. Abbiamo già aggiustato qualcosa tra gara 1 e gara 2 e qualcosa faremo anche da qui a domenica. Ad esempio, abbiamo concesso troppi tiri liberi nel primo tempo di martedì sera. Sui rimbalzi, inoltre, dobbiamo essere più decisi. Ci sono i margini di miglioramento e dobbiamo inseguirli».
Come si aspetta Salerno?
«Carica a mille. Penso che la Virtus Arechi arriverà qui per vendicare la sconfitta dell’ultima sfida. È vero che non c’è Maggio, ma ha otto senior e quattro lunghi che sarebbero titolari ovunque. Loro hanno maggiore esperienza. Noi, invece, siamo un buon mix tra gioventù ed esperienza».
Il punto di svolta della stagione dell’Amatori?
«Dopo il derby perso in casa contro Giulianova. Eravamo avanti di venti punti... Roba dell’altro mondo. E da quel momento sono cambiato anche un po’ io».
Come?
«Intanto due settimane di terrore».
Ovvero?
«Allenamento doppio per 15 giorni. Al mattino in palestra alle ore 8,30. E poi un po’ alla volta ci siamo messi sulla retta via».
Però, siete stati eliminati sul campo nei quarti contro la Viola Reggio Calabria.
«Ma la squadra stava crescendo, lo sentivo».
Poi, Viola fuori per inadempienze amministrative e Amatori ripescata e capace di travolgere Nardò.
«Siamo tornati da Reggio Calabria con il magone. E, inoltre, non riuscivamo a capire perché il giudice non avesse omologato il risultato di gara 1. Il giorno dopo l’eliminazione cominciano a sorgere i primi dubbi. Ai ragazzi non dico niente, però chiedo loro di non lasciare la città perché voglio fare allenamento. Magari mi becco anche qualche insulto. Poi, però, il giorno dopo esce fuori la decisione del giudice sportivo che ci proietta in semifinale e ci dà una carica pazzesca. Affrontiamo Nardò, che ha fatto fuori Caserta, e vinciamo 3-0. La squadra vedo che prende consapevolezza nei propri mezzi. Ognuno evita egoismi e si mette a disposizione del gruppo. Una trasformazione in positivo che farà di ognuno di loro un giocatore vincente in futuro».
Avverte il peso della responsabilità di un pescarese che guida l’Amatori?
«La notte prima della partita non dormo. Ma, in linea di massima, cerco di dare sempre il massimo che non vedo come potrei dare di più».
Vincere la finale per andare a fare la final four in cui ci sono tre promozioni a disposizione.
«Una cosa per volta. C’è la partita di domenica. Se abbiamo un vantaggio psicologico non va disperso, ma sfruttato fino in fondo».
Si aspetta il grande pubblico domenica?
«Me lo aspetto e dico che ce lo meritiamo tutti: noi, la società, l’ambiente e la città. Io mi ricordo la prima promozione in A2, ero un ragazzino e solo a pensare all’emozione che ho provato mi vengono i brividi».
Se va in A2...
«Vado in bici da Pescara al Volto Santo di Manoppello. Più di questo non riesco a fare...».
roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

