Rapino: Chieti, vinciamo ad Agnone

Il difensore: dipende da noi, se facciamo tre punti siamo nei play off
CHIETI. «Siamo il Chieti e non dobbiamo temere nessuno».
Alessandro Rapino scaccia via le paure. A cinque giorni dalla partita di Agnone, l’ultima della stagione regolare, decisiva per la qualificazione ai play off, il difensore teatino carica la squadra. «Lasciamo a casa le paure e usiamo la testa», attacca il difensore del Chieti, «vogliamo fare i play off e l’idea di non farli nemmeno ci passa per la mente. Abbiamo disputato un grande campionato tra mille difficoltà e raggiungere gli spareggi sarebbe il giusto riconoscimento per un gruppo che non ha mai mollato. Ad Agnone è la partita della vita. In questo momento non abbiamo una condizione fisica ottimale ed è normale perché siamo alla fine del campionato e abbiamo speso tante energie. Ma daremo tutto perché indossiamo una maglia importante e Chieti merita di fare i play off».
La sconfitta con il Fano ha complicato i piani del Chieti che, però, rimane padrone del proprio destino. Con una vittoria in Molise, i neroverdi hanno la certezza dei play off. Con un pareggio, invece, Del Grosso e compagni devono sperare che esca il segno X anche in Civitanovese-San Nicolò. «Pensiamo solo a noi stessi», aggiunge Rapino, ""e dobbiamo vincere senza fare calcoli. La sconfitta di domenica brucia perché immeritata. Trasformiamo la delusione in rabbia e vinciamo ad Agnone».
Ronci è costretto a rivoluzionare la squadra perché, tra infortunati e squalificati, deve rinunciare a 4 titolari: il portiere Placidi, i centrocampisti Maschio e Prinari e l’attaccante Vittorio Esposito. Il tecnico neroverde, rispetto all’ultima partita, getterà nella mischia D’Amico, Sgambato, Perfetti e Di Rosa e potrebbe lasciare da parte il 3-4-3 per schierare una squadra più coperta e di contenimento. «Serve una squadra da combattimento: dobbiamo aspettare l’Agnonese e sfruttare le ripartenze», ha detto più volte Ronci, «perché loro sono obbligati a vincere per sperare nei play out e saranno costretti ad attaccare, quindi concederanno qualcosa».
Giammarco Giardini
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